12 Giugno 2026 🌤 23°

Operazione antimafia a Palermo: fermati otto giovani legati a violenze e estorsioni

Un'operazione coordinata dalla Procura di Palermo ha portato all'arresto di otto giovani accusati di violenze e intimidazioni

Operazione antimafia a Palermo: fermati otto giovani legati a violenze e estorsioni

Un’operazione di polizia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha portato all’arresto di otto giovani accusati di una serie di gravi reati, tra cui sparatorie con kalashnikovincendi dolosi e richieste di pizzo. Gli arresti sono stati eseguiti in seguito a un’indagine che ha portato alla luce una scalata di violenza nei quartieri occidentali di Palermo, in particolare nelle zone di Tommaso Natale e San Lorenzo.

Le sparatorie e gli agguati

Tra aprile e maggio, gli investigatori hanno documentato una serie di episodi violenti che hanno coinvolto diversi giovani. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, due uomini con il volto coperto hanno sparato numerosi colpi di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. Questo attacco sarebbe stato una ritorsione per una vicenda di estorsione. La risposta non si è fatta attendere: nel pomeriggio del 30 aprile, alcuni familiari della vittima hanno organizzato un agguato in via Montalbo per eliminare uno degli autori dell’attacco precedente.

I fermi per tentata estorsione e tentato omicidio

La Squadra Mobile ha eseguito quattro fermi per tentata estorsione e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso. Tra gli arrestati ci sono Danilo D’Ignoti, 38 anni, e Dionisio Mineo, 35 anni, accusati di aver sparato contro l’abitazione in via Don Minzoni. Altri due giovani, Massimo Gioè, 41 anni, e Riccardo Civiletti, 25 anni, sono stati fermati per aver partecipato all’agguato in via Montalbo.

L’incendio all’autolavaggio e il furto d’auto

Altri due giovani, Salvatore Modica, 19 anni, e Samuel D’Acquisto, 21 anni, sono stati arrestati per aver rubato un’auto nel parcheggio di un centro commerciale il 12 marzo. Questa vettura è stata poi utilizzata per un attentato incendiario contro un autolavaggio annesso a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea. L’incendio ha provocato un forte allarme per il rischio di conseguenze ben più gravi, vista la presenza dell’impianto di carburante.

Le richieste di pizzo ai commercianti

L’inchiesta ha anche svelato una tentata estorsione ai danni di alcune attività commerciali di Isola delle Femmine. I carabinieri hanno fermato Rosario Piazza, 20 anni, e Davide Carcione, 25 anni, accusati di aver lasciato davanti alle saracinesche di otto esercizi commerciali bottiglie contenenti liquido infiammabile accompagnate da una richiesta di pagamento di 5 mila euro. Questo metodo di intimidazione richiama i tradizionali metodi mafiosi.

Le reazioni delle istituzioni

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso apprezzamento per l’operazione, definendola «un brillante risultato dello Stato». Schifani ha ringraziato la Procura di Palermo, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri per l’attività investigativa svolta. Ha inoltre rinnovato la propria solidarietà all’imprenditore Tommaso Dragotto, più volte bersaglio di episodi intimidatori negli ultimi mesi.

L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi repressivi degli ultimi tempi contro la nuova ondata di violenza che aveva riportato tensione e preoccupazione in diversi quartieri del capoluogo siciliano. Gli investigatori proseguono le indagini per individuare eventuali altri responsabili e ricostruire tutti i collegamenti tra i diversi episodi criminali.

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