13 Giugno 2026 ☀ 25°

Giovani criminali a Palermo: kalashnikov, benzina e intimidazioni

Palermo è sotto attacco da parte di giovani criminali che utilizzano kalashnikov e bottiglie di benzina per intimidire. Scopri chi sono e come operano.

Giovani criminali a Palermo: kalashnikov, benzina e intimidazioni

Palermo sta vivendo un periodo di tensione crescente, segnato da una serie di intimidazioni e atti di violenza che hanno scosso la città. Le forze dell’ordine hanno identificato un gruppo di giovani criminali che operano all’interno del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, utilizzando metodi brutali e spettacolari per affermare il loro potere.

Questi giovani, molti dei quali con precedenti penali per spaccio, furto e violenza, non esitano a ostentare la loro appartenenza al mondo criminale, arrivando a pubblicare video su TikTok con citazioni da film come Il Capo dei capi e Il Padrino. Le loro azioni, che includono colpi di AK-47 e bottiglie di benzina lasciate davanti alle attività commerciali, sono state oggetto di un’ampia operazione delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di otto persone.

Le indagini e i fermi

Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, hanno portato alla luce una regia di stampo mafioso che opera nel territorio del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Tra i fermati, Rosario Piazza (20 anni) e Davide Carcione (25), sono accusati di aver piazzato diversi contenitori di benzina davanti a un’attività commerciale il 14 maggio scorso.

Gli investigatori hanno ricostruito una serie di episodi violenti che vanno dagli attacchi con kalashnikov agli incendi dolosi. In particolare, nella notte tra il 29 e il 30 aprile, due uomini con il volto coperto hanno sparato numerosi colpi contro un’abitazione di via Don Minzoni. La risposta non si è fatta attendere: nel pomeriggio del 30 aprile, alcuni familiari della vittima hanno organizzato un agguato in via Montalbo per eliminare uno degli autori dell’attacco.

L’uso di auto rubate e attentati incendiari

Altri due giovani sono stati fermati con l’accusa di aver rubato un’auto all’interno del parcheggio di un centro commerciale. Questa vettura sarebbe stata utilizzata per un attentato incendiario contro un autolavaggio in via Lanza di Scalea, un episodio che ha destato particolare allarme per il rischio di conseguenze ben più gravi.

Le estorsioni ai commercianti

L’inchiesta ha anche fatto luce su una tentata estorsione ai danni di alcune attività commerciali di Isola delle Femmine. Due giovani sono stati fermati con l’accusa di aver lasciato davanti alle saracinesche di otto esercizi commerciali bottiglie contenenti liquido infiammabile accompagnate da una richiesta di pagamento di 5 mila euro. Un messaggio inequivocabile che richiama i metodi tradizionali dell’intimidazione mafiosa.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha definito l’operazione un brillante risultato dello Statoesprimendo apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine. Le indagini proseguono per individuare eventuali altri responsabili e ricostruire tutti i collegamenti tra i diversi episodi criminali.

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