13 Giugno 2026 ☀ 25°

Pd Sicilia punta su primarie e piattaforma condivisa per le regionali

Il Pd Sicilia, riunito a Termini Imerese, sollecita un ampliamento del confronto con alleati e società civile, propone le primarie per la scelta del candidato presidente e presenta i bilanci 2026 e 2026.

Pd Sicilia punta su primarie e piattaforma condivisa per le regionali

Questa mattina a Termini Imerese si è svolta la direzione regionale del Partito Democratico Siciliaun appuntamento che ha ridefinito priorità e strategie in vista delle prossime sfide politiche nell’isola. I lavori, condotti dalla presidente regionale Cleo Li Calzihanno toccato temi organizzativi, analisi del voto delle amministrative e la necessità di intensificare il confronto con forze progressiste e movimenti civici.

Nel corso dell’incontro sono stati inoltre illustrati i bilanci relativi al 2026 e al 2026 dal tesoriere Alfredo Rizzoe sono emersi spunti operativi per rafforzare la presenza del partito sul territorio attraverso campagne di ascolto e iniziative pubbliche, come la campagna diritto di restare.

La posizione del segretario regionale Anthony Barbagallo

Il segretario regionale Anthony Barbagallo ha espresso la linea politica che il Pd intende perseguire nelle prossime settimane: costruire una coalizione larga e inclusiva con un perimetro chiaro di alleanze e una piattaforma programmatica condivisa. Barbagallo ha sottolineato che “Una coalizione larga ed inclusiva.” rappresenta il modello pratico adottato già nelle amministrative e che va mantenuto e ampliato per puntare alle regionali.

Secondo il segretario, la sfida è duplice: da un lato compattezza interna per tenere insieme le diverse anime del campo progressista; dall’altro la costruzione di un progetto di governo che ponga al centro temi quali sostenibilitàgiustizia socialeequità e la lotta alle diseguaglianze. Barbagallo ha osservato inoltre che da un osservatorio politico attuale “la sensazione da qualche tempo è che il centrodestra non è più maggioranza in Sicilia.

Primarie come metodo e il programma da condividere con gli alleati

Un punto di forte indicazione politica emerso dalla direzione riguarda il meccanismo di selezione del candidato presidente della Regione: il Pd si è pronunciato per le primarie come metodo. Barbagallo ha ribadito con forza che “Sarà questo il modello che sottoporremo ai nostri alleati nei prossimi incontri e confronti“. La scelta delle primarie viene presentata come garanzia di partecipazione e trasparenza, nonché strumento per offrire al campo alternativo un candidato unitario e legittimato.

Accanto al tema delle modalità di selezione, la direzione ha posto l’accento sulla necessità di una piattaforma programmatica coerenteintesa come precondizione per la costruzione di alleanze: non si tratta solo di raccogliere sigle, ma di definire un impianto politico-amministrativo che leghi priorità regionali e modello di governo.

Coinvolgimento degli attori sociali e apertura a forze nuove

Barbagallo ha invitato il partito a intensificare il dialogo con sindacati, categorie produttive, associazioni e portatori di interessi diffusi, proponendo di fare della prossima fase una “grande campagna di ascolto”. La formula scelta richiama l’idea di contaminazione: “contaminiamoci” è stata usata come stimolo per aprire il tavolo a soggetti politici e sociali nuovi, rafforzando così radicamento e capacità di proposta del Pd.

La direzione ha quindi tracciato un perimetro che combina pratiche partecipative (primarie, consultazioni) con strumenti programmatici, in vista di un ricollocamento competitivo rispetto al centrodestra sull’isola.

Punti operativi affrontati: bilanci e campagna ‘diritto di restare’

Tra gli argomenti, oltre alla strategia politica, è stato dedicato spazio alla gestione economica del partito: i bilanci 2026 e 2026 sono stati presentati dal tesoriere Alfredo Rizzofornendo il quadro di sostenibilità finanziaria necessario per sostenere le attività di organizzazione e campagne territoriali.

Un ulteriore elemento concreto discusso è stato lo stato della campagna diritto di restareconsiderata un tassello della strategia di radicamento sociale e comunicazione politica del partito. La campagna ha lo scopo di coinvolgere fasce di cittadini interessate a diritti e servizi locali, integrandosi con il percorso di ascolto e confronto proposto dalla direzione.

Nel complesso, la riunione di Termini Imerese ha ribadito la volontà del Pd Sicilia di lavorare su due fronti complementari: consolidare alleanze politiche con un metodo chiaro e partecipato, e ampliare il rapporto con la società siciliana attraverso iniziative programmatiche e campagne tematiche.

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