Il vertice del G7 a Évian-les-Bains, tenutosi dal 16 al 18 giugno 2026, ha visto emergere dinamiche complesse tra i leader delle principali economie mondiali. Donald Trump ha dominato la scena con l’annuncio di un accordo tra Stati Uniti e Iran, mentre Emmanuel Macron ha dimostrato ancora una volta la sua abilità diplomatica. Giorgia Meloni, dal canto suo, ha cercato di rafforzare i rapporti con entrambi i leader dopo un periodo di tensioni.
La dichiarazione di Trump, ‘I am the boss’, ha sottolineato la sua posizione di forza, ma è stato Macron a trasformare il vertice in un momento di ritrovata sintonia tra i leader delle sette grandi economie mondiali. La compattezza raggiunta su questioni chiave come l’Ucraina, il Medio Oriente e le migrazioni ha permesso a Meloni di rivendicare l’importanza dell’unità dell’Occidente.
Le tensioni tra Trump e Meloni
Le relazioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni hanno subito un duro colpo nelle settimane precedenti il vertice. Trump ha criticato aspramente la premier italiana per non aver consentito agli Stati Uniti di utilizzare le piste di atterraggio e decollo italiane durante la guerra con l’Iran. ‘Non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico’, ha affermato Trump, sottolineando che gli Stati Uniti contribuiscono con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla difesa dell’Italia e degli altri alleati della NATO.
Trump ha anche criticato Meloni per aver rifiutato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari. ‘La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti’, ha dichiarato Trump, aggiungendo che Meloni ha cercato ripetutamente di farsi una foto con lui durante il vertice del G7 in Francia.
Il successo diplomatico di Macron
Emmanuel Macron è emerso come uno dei principali vincitori del vertice del G7. Ha trasformato un incontro potenzialmente esplosivo in un momento di ritrovata sintonia tra i leader delle sette grandi economie mondiali. Macron ha ricompattato i Sette su questioni chiave, dall’Ucraina al Medio Oriente, dai minerali critici alla lotta agli squilibri macroeconomici globali.
Macron ha anche offerto a Trump la reggia di Versailles per celebrare i suoi ottant’anniun gesto che ha contribuito a migliorare i rapporti tra i due leader. Nonostante i nuovi dazi su vini e champagne annunciati da Trump, Macron è riuscito a mantenere un clima di collaborazione e rispetto.
Le sfide di Meloni
Giorgia Meloni ha cercato di ricucire i rapporti con Trump e Macron dopo settimane di tensioni. Durante il vertice, ha avuto l’opportunità di parlare di ‘rapporto immutato’ con Trump, nonostante le critiche aspre del presidente americano. Meloni ha anche incontrato Macron per un bilaterale Italia-Francia in programma il 25 giugno ad Antibes.
La premier italiana ha rivendicato l’importanza dell’unità dell’Occidente, un mantra che ha accompagnato la sua politica estera anche nei momenti più difficili. Tuttavia, la sua posizione di interlocutrice privilegiata di Trump è stata messa in discussione, e Meloni ha dovuto adattarsi a un nuovo ruolo nella diplomazia internazionale.
Le dichiarazioni di Zelensky e i moniti a Israele
Volodymyr Zelensky ha ottenuto il sostegno unanime del G7 contro Vladimir Putin e la sua chiusura al negoziato per la pace. Tuttavia, il presidente ucraino ha avvertito che ‘è fondamentale che tutto ciò di cui si è discusso venga messo in pratica’. Le parole devono essere seguite dai fatti, ha sottolineato Zelensky.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato strigliato più volte da Trump nell’ultima settimana. I Sette temono che sia il suo Governo a mettere a repentaglio l’intesa tra Washington e Teheran. Le incursioni in Libano e la possibile ascesa di Itamar Ben-Gvir in campagna elettorale hanno aggiunto ulteriore instabilità alla regione.



