In un angolo di Sicilia, un piccolo borgo ha conquistato il cuore di milioni di persone a diecimila chilometri di distanza. Cefalù, con il suo Molo Vecchio e la sua Porta Marina è diventata una meta di pellegrinaggio per i viaggiatori cinesi grazie a una scena di Nuovo Cinema Paradiso il film di Giuseppe Tornatore del 1988.
Questa storia inizia con una scena che molti spettatori cinesi conoscono a memoria: una proiezione cinematografica all’aperto sul molo, interrotta da un temporale estivo. Questa scena, girata a Cefalù, ha ispirato un viaggio nel cuore della Sicilia per molti appassionati del film.
La magia di Nuovo Cinema Paradiso
Nuovo Cinema Paradiso è un film che in Cina è diventato un fenomeno culturale. La frase pronunciata da Alfredo al giovane Totò, “se non esci a vedere il mondo, crederai che questo sia tutto il mondo” è diventata un mantra per molti viaggiatori. Su Zhihu una delle principali piattaforme cinesi, i viaggiatori condividono le loro esperienze e le loro scoperte legate al film.
Uno di questi viaggiatori ha raccontato di non aver mai saputo che dietro il film ci fosse anche Malèna e di aver scoperto Cefalù proprio inseguendo le tracce di Nuovo Cinema Paradiso. La città, descritta come “il borgo di Cinema Paradiso” è diventata un simbolo di un’Italia autentica e senza tempo.
Un viaggio nel cuore della Sicilia
I racconti dei viaggiatori cinesi descrivono Cefalù come un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Non ci sono yacht o ville lussuose, ma barche da pesca e gente che prende il sole. Una blogger ha confessato di essersi messa “apposta un vestito a fascia per andare in spiaggia a fare l’attrice” ricordando le scene del film girate proprio lì.
Altri viaggiatori hanno scelto stanze con aranci nei cortili, descrivendo le serate passate “sentendo il profumo delle arance, come se fosse tornata l’estate”. La mattina, la colazione preparata dalla “mamma italiana” con succo d’arancia spremuto e l’invito a cogliere i frutti dall’albero completano il quadro di un’esperienza autentica e indimenticabile.
Il legame tra Cefalù e Nuovo Cinema Paradiso
Va detto che il legame tra Cefalù e il film è reale, ma più complesso di quanto molti pensino. La cittadina immaginaria del film, Giancaldo è in realtà un montaggio di più paesi. La piazza e il cinema vero e proprio furono ricostruiti a Palazzo Adriano la scuola di Totò è il castello di Castelbuono e la partenza in treno fu girata alla stazione di Lascari.
A Cefalù tocca però una delle sequenze più belle in assoluto: la proiezione al porto travolta dal temporale. Questa scena è bastata perché la città diventasse, nell’immaginario collettivo, “il” set del film. Curiosamente, sono gli stessi viaggiatori cinesi a fare chiarezza: uno di loro, arrivato a Palazzo Adriano, ha annotato con un velo di malinconia che il set principale era lì e che del cinema “Paradiso” non resta più nulla, perché la struttura, costruita apposta per il film, è stata smontata.
La verità storica, insomma, viaggia anche in cinese e non toglie nulla al sogno. Cefalù non ha bisogno di essere “il set principale” di niente. Le basta una scena, un molo, un temporale d’estate, per entrare nei ricordi di persone che vivono a diecimila chilometri di distanza e che, prima di vederla con i propri occhi, l’hanno già amata su uno schermo.
Arrivano cercando Totò e Alfredo e trovano una città vera: le barche, il profumo degli aranci, una signora che offre la colazione, il mare che si accende al tramonto sui tetti rossi. Trovano, cioè, esattamente ciò che il film prometteva: la scoperta che il mondo è grande e che a volte il pezzo più bello è proprio quel piccolo borgo che credevi di conoscere già.



