7 Ottobre 2026 ☁ 20°

Migranti: il tribunale di Palermo sospende la procedura accelerata per tre egiziani

Il tribunale di Palermo ha bloccato il trasferimento accelerato di tre migranti egiziani, scatenando polemiche tra politica e magistratura

Migranti: il tribunale di Palermo sospende la procedura accelerata per tre egiziani

Il tribunale di Palermo ha sospeso la procedura accelerata di trasferimento alla frontiera per tre cittadini egiziani, accogliendo il loro ricorso. I giudici hanno stabilito che l’Egitto, pur rientrando nei parametri di Paese sicuro secondo la normativa europea, non può essere considerato tale senza una valutazione individuale dei casi.

La decisione ha scatenato un acceso dibattito politico, con la deputata della Lega Simonetta Matone che ha criticato duramente la magistratura, accusandola di mettere in discussione il Patto Ue sull’asilo.

La decisione del tribunale di Palermo

Secondo l’articolo 42, paragrafo 1 lettera J, del Regolamento procedure Ue 2026/1348 una domanda di protezione internazionale viene respinta se la percentuale di domande accolte per i cittadini di quel Paese è pari o inferiore al 20 per cento. Nel caso dell’Egitto, questo parametro è stato rispettato, ma i tre ricorrenti hanno allegato motivi che li collocano in categorie particolari, come disabili e omosessuali.

Il giudice monocratico della sezione specializzata del tribunale palermitano ha stabilito che l’amministrazione ha l’obbligo di accertare che la persona non rientri in una categoria per cui la percentuale di accoglimento non sia rappresentativa. Il dato statistico di Eurostat, infatti, ha un valore soltanto indiziario e non può sostituire la valutazione individuale richiesta dalla disposizione.

Le reazioni politiche

Simonetta Matone, ex magistrato e deputata della Lega, ha criticato duramente la decisione del tribunale, affermando che la magistratura italiana interviene ancora una volta per stabilire che il Patto Ue di asilo non esiste e può essere stracciato. Secondo Matone, i giudici del tribunale di Palermo hanno annullato l’esame sommario delle richieste d’asilo dei tre migranti egiziani, stabilendo che non basta che vengano da Paesi sicuri, ma è necessaria una valutazione caso per caso.

La polemica si inserisce in un contesto più ampio di tensione tra Italia e Germania sul tema dei migranti, con la magistratura italiana che, secondo Matone, disapplica una norma, in questo caso europea.

Le implicazioni del caso

La decisione del tribunale di Palermo solleva importanti questioni sulle procedure di asilo e sulla gestione dei flussi migratori. Se ogni norma comunitaria orientata al rigore e alla gestione dei flussi viene riletta attraverso cavilli e clausole secondarie per bloccarne l’esecutività, lo strumento stesso della legislazione perde di significato.

Per garantire la tenuta del Patto dell’Unione e la credibilità delle istituzioni, occorre restituire certezza alle norme: le garanzie procedurali non possono trasformarsi nel grimaldello per rendere inapplicabili gli strumenti di gestione delle frontiere.

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