L’Etna, con la sua attività eruttiva incessante, sta trasformando il Ferragosto 2026 in un incubo per migliaia di viaggiatori. La cenere vulcanica emessa dal vulcano ha reso impraticabili le piste degli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso causando cancellazioni, dirottamenti e lunghe attese. Una situazione che sta mettendo a dura prova la pazienza dei passeggeri, sia residenti che turisti, proprio nel periodo di maggior movimento dell’anno.
Il cuore del problema è la contaminazione delle infrastrutture aeroportuali da parte della cenere vulcanica. L’aeroporto di Catania Fontanarossa, il più colpito, ha esteso la chiusura dei settori interessati fino alle 2 del 15 agosto, proprio nel giorno di Ferragosto. La società di gestione Sac ha raccomandato ai passeggeri di verificare costantemente lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
L’impatto sull’aeroporto di Palermo
Le difficoltà di Catania e Comiso hanno reso ancora più complessa la gestione del traffico regionale. L’aeroporto di Palermo Punta Raisi ha assorbito 41 collegamenti trasferiti dagli scali colpiti, tra voli in arrivo e in partenza diretti verso numerose città italiane ed europee. Un carico che si è aggiunto a una giornata già intensa: ai 344 voli ordinari inizialmente programmati si sono sommati i collegamenti dirottati, portando lo scalo palermitano ad almeno 385 movimenti nell’arco della giornata.
Secondo la presidente della Sac, Anna Quattrone sono circa 1.900 i voli che dovevano arrivare o partire da Catania: di questi, circa il 36 per cento è stato cancellato e circa 630 sono stati dirottati verso altri aeroporti. Un disagio enorme che ha lasciato a terra o bloccato in scali diversi da quello di destinazione migliaia di passeggeri.
Le misure di sicurezza e i consigli per i viaggiatori
Per affrontare questa emergenza, l’Enac l’Ente nazionale per l’aviazione civile, sta verificando che le compagnie aeree e i gestori aeroportuali rispettino le norme europee a tutela dei passeggeri. Le compagnie sono tenute a informare e proteggere i viaggiatori, garantendo assistenza e, laddove previsto, i rimborsi.
Chi deve mettersi in viaggio in questi giorni è invitato alla massima prudenza. Da Palermo, dove il terminal risulta particolarmente trafficato, si raccomanda di presentarsi in aeroporto almeno due ore prima dell’imbarco per i voli nazionali e Schengen, e tre ore prima per quelli extra Schengen. Viene inoltre consigliato di raggiungere lo scalo, dove possibile, con treno, autobus, taxi o taxi sharing, per evitare ulteriori intoppi.
Le proteste dei passeggeri
Non mancano le proteste dei passeggeri, che si sentono sospesi in un limbo a causa delle continue cancellazioni e riprogrammazioni. Molti hanno lamentato richieste esose per spostarsi da Catania a Palermo, con tariffe di taxi che arrivano fino a 700 euro. Anche i costi di noleggio auto sono aumentati, con una Panda richiesta a 1181 euro per un solo giorno.
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci ha sottolineato come il problema non sia il vulcano, ma la posizione dell’aeroporto di Catania. Nel 1999 aveva già evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e la sua vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna.
L’attività eruttiva dell’Etna
L’eruzione in corso da diversi giorni produce una nube di cenere che sta inondando molti comuni etnei. La cenere vulcanica è un problema serio per il trasporto su gomma e per la pulizia di edifici, strade e piazze. Tra i comuni più colpiti vi sono Belpasso, Adrano, Ragalna e Paternò.
Il fenomeno parossistico in corso non dà tregua, con forti esplosioni, fontane di lava e un’abbondante emissione di cenere. L’allerta VONA per i cieli rimane al livello RED il massimo. L’attività esplosiva al cratere Voragine produce una nube eruttiva che tiene in scacco i voli aerei.
Nonostante i disagi, l’Etna continua ad attirare turisti che vogliono ammirare lo spettacolo dei fiumi di magma. Uno spettacolo suggestivo, ma che richiede grande attenzione e rispetto delle regole.



