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Sospetta difterite a Palermo: una bambina di quattro anni deceduta, aperta un’inchiesta

Una bambina di quattro anni è deceduta in ospedale a Palermo per una sospetta infezione da difterite; la famiglia aveva rifiutato le vaccinazioni e la procura ha avviato accertamenti.

Sospetta difterite a Palermo: una bambina di quattro anni deceduta, aperta un’inchiesta

Palermo · Anna Rosa è stata ricoverata in condizioni critiche e poi è deceduta per un quadro compatibile con difterite dopo un rapido peggioramento respiratorio, con i primi accessi in ospedale avvenuti a metà agosto nello stesso nosocomio cittadino. Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2026.

La vicenda ha richiamato l’attenzione per il ritorno di una malattia oggi rara grazie ai programmi vaccinali e per le implicazioni epidemiologiche e legali legate allo stato vaccinale della famiglia. Le autorità sanitarie hanno avviato misure di sorveglianza e profilassi sui contatti, mentre la procura ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia.

Ricovero, terapie e decorso clinico

I sintomi iniziali, tra cui febbre, vomito e inappetenza, erano comparsi alcuni giorni prima del primo accesso al pronto soccorso; la bambina era stata dimessa con diagnosi di tonsillite essudativa e richiamata al ricovero due giorni dopo per peggioramento. Al secondo accesso la paziente era in grave difficoltà respiratoria, è stata intubata in codice critico e trasferita in terapia intensiva pediatrica, dove i medici hanno eseguito manovre di supporto avanzato.

Nel corso della degenza sono state somministrate infusioni di siero antidifterico antibiotici endovenosi e applicata la circolazione extracorporea (ECMO) per il supporto cardiopolmonare; è stata effettuata anche l’emodialisi per rimuovere la tossina batterica. Nonostante gli interventi, la paziente ha sviluppato insufficienza multi-organo ed è deceduta nella notte del 20 agosto.

Esami microbiologici e quadro diagnostico

I tamponi eseguiti presso la struttura ospedaliera sono risultati positivi a ceppi di Corynebacterium compatibili con il batterio responsabile della difterite; la conferma definitiva della patogenicità legata alla produzione di tossina è stata demandata ad accertamenti specialistici presso istituti di riferimento per la sanità pubblica. Gli infettivologi e il personale di rianimazione hanno rilevato segni clinici considerati compatibili con difterite in particolare la rapida formazione di edema e placche che hanno compromesso le vie aeree.

Il caso ha riportato all’attenzione la distinzione tra isolamento del batterio e malattia tossinogena: la presenza del Corynebacterium nei tamponi rende plausibile la diagnosi, ma tecniche specifiche sono necessarie per attestare la produzione di tossina e la relazione causale con l’esito fatale.

Indagine giudiziaria e stato vaccinale dei familiari

La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulla vicenda e ha disposto il sequestro della salma per l’esecuzione dell’autopsia; i carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche per ricostruire i tempi del ricovero, le segnalazioni mediche e le eventuali omissioni nelle cure. L’iter investigativo mira a chiarire se la diagnosi precoce e le procedure ospedaliere siano state tempestive e conformi alle linee guida.

Nel nucleo familiare lo stato vaccinale era irregolare: la bambina deceduta non aveva ricevuto le vaccinazioni raccomandate per decisione dei genitori, che avevano espresso preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini collegate a casi di autismo in famiglia. I tre fratelli della vittima, anch’essi non immunizzati, sono stati sottoposti a vaccinazione dall’Azienda sanitaria competente in raccordo con l’ospedale.

Contatti, casi correlati e reazione dei servizi sanitari

Un cuginetto di quattro anni che aveva avuto contatti ravvicinati con la vittima è stato ricoverato con sintomi lievi e risultava aver completato le prime dosi del ciclo vaccinale del primo anno, condizione che potrebbe aver mitigato la gravità dell’infezione. Le autorità hanno avviato la ricerca dei contatti e le misure di profilassi, somministrando antibiotici e vaccinazioni ai soggetti a rischio.

Il caso ha determinato un aumento delle richieste di vaccinazione nei centri vaccinali di Palermo: in alcuni punti è stata registrata un’affluenza tale da richiedere un potenziamento del personale e il rifornimento delle scorte del vaccino esavalente, finite temporaneamente. Il direttore sanitario dell’ospedale Civico, Domenico Cipolla, ha dichiarato che “da anni non si registravano casi del genere”.

La madre della bambina, Manuela Maggio, ha scritto sui social: “Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia”. Il presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica, Vincenzo Tipo, ha avvertito che “quando diminuiscono le coperture vaccinali, si ricreano spazi nei quali malattie che avevamo quasi dimenticato possono tornare a colpire”.

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