Il dibattito sul fine vita continua a suscitare riflessioni profonde e contrastanti. Recentemente, il vescovo di Aosta, Franco Lovignana, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla legge approvata in Veneto, mettendo in luce una questione cruciale: la mancanza di cure palliative adeguate.
Durante la presentazione degli orientamenti pastorali, Lovignana ha affermato che la legge sul fine vita rischia di essere una sconfitta per la società, poiché non garantisce un adeguato supporto alle persone in situazioni di difficoltà. Questo intervento è avvenuto in un momento di grande attualità, dopo l’approvazione della legge regionale in Veneto.
Le critiche del vescovo Lovignana
Il vescovo ha sottolineato che ciò che viene visto come un progresso potrebbe rivelarsi una sconfitta, poiché la società e la Chiesa non sono in grado di assicurare vicinanza e accompagnamento alle persone in fase terminale. Lovignana ha criticato la politica, sia locale che nazionale, per non aver garantito l’accessibilità delle cure palliative in tutte le situazioni.
Secondo Lovignana, alcune aree del paese sono quasi del tutto scoperte da questo punto di vista. Ha invitato a fare attenzione non solo alle sirene del momento ma ai valori più profondi che legano le persone alla vita. L’appello è chiaro: aiutare a riscoprire il valore della vita sempre e comunque, rendendo possibile affrontarla anche in situazioni difficili.
La festa patronale di Aosta
Lunedì 7 settembre è stato un giorno speciale per Aosta e per tutta la regione. La festa patronale della Diocesi, dedicata a San Grato, ha celebrato anche l’81esimo anniversario della promulgazione dei decreti luogotenenziali che hanno posto le basi dell’Autonomia della Valle d’Aosta.
La celebrazione religiosa è iniziata nella serata di domenica 6 settembre con la tradizionale Route, che si è conclusa nella chiesa di Pila a causa dell’interruzione della strada. Lunedì 7, la celebrazione in Cattedrale ha riunito sacerdoti, fedeli e rappresentanti di tutti i Comuni della Valle d’Aosta. La cassa reliquiaria del Santo ha percorso le vie della città in segno di affidamento della vita quotidiana al Santo patrono.
La lettera pastorale
Il vescovo Lovignana ha illustrato la lettera pastorale, intitolata Finché Cristo sia formato in voi tratta dalla Lettera ai Galati di San Paolo. La lettera include due appendici: una con le linee guida per un progetto di formazione alla vita cristiana e l’altra con il resoconto della visita pastorale ai Consigli di Unità parrocchiale.
Lovignana ha spiegato che la formazione alla vita cristiana è simile a un’iniziazione, un percorso che non riguarda solo i bambini e i ragazzi che seguono il catechismo, ma prosegue per tutta la vita cristiana. I riscontri dalle unità pastorali sono positivi, con alcune comunità che procedono speditamente e altre che sono ai primi passi.
Il vescovo ha sottolineato l’importanza di consolidare i passi già fatti e di allargare il cerchio di esperienza anche agli altri parrocchiani. Nel corso dell’anno, alle Unità verrà chiesto di produrre dei progetti calati nella loro realtà, completando anche il percorso sinodale già compiuto.
Il canonico Fabio Brédy ha aggiunto che il percorso sinodale non è solo citato ma vissuto, elaborato insieme in un grande fermento e confronto. Questo dialogo continuo fra la Curia e il popolo contribuisce fattivamente alla vita della Diocesi.



