Il Palermo vive un risveglio offensivo senza precedenti grazie all’arrivo del norvegese Dennis Johnsen. Nelle prime cinque giornate di campionato la squadra di Filippo Inzaghi ha collezionato tredici punti su quindici possibili, ma è il contributo diretto di Johnsen a distinguersi: tre reti realizzate, quattro passaggi decisivi e una presenza in circa il 70% dei gol segnati. Questo mix di efficacia e capacità creativa sta rapidamente trasformando il roseo attacco in una vera e propria arma tattica, facendo di Johnsen il nuovo faro che illumina il cammino del club verso la vetta della Serie B.
Il ruolo di Johnsen nei successi recenti contro Arezzo, Avellino, Sampdoria e Padova
Le prime partite hanno delineato con chiarezza due volti del Palermo: una squadra capace di dominare con Johnsen in campo e una con evidenti difficoltà senza di lui. Contro Arezzo l’uscita prematura del norvegese ha spezzato il ritmo rosanero, consentendo agli ospiti di rimontare prima del gol di Augello. La stessa dinamica è comparsa ad Avellino dove la mancanza di Johnsen ha ridotto la capacità di creare occasioni pericolose, lasciando la squadra spenta. Al contrario, nella sfida contro la Sampdoria e poi contro il Padova Inzaghi ha tenuto Johnsen fino al fischio finale, fiducioso nella sua capacità di inventare il momento decisivo. Il risultato è stato un duplice assist per Vavassori: al 44’ ha aperto le marcature e all’82’ ha servito il gol della vittoria, dimostrando come la sua presenza possa cambiare l’inerzia della partita.
Le cifre che raccontano l’influenza di Johnsen
Analizzando i dati, Johnsen ha inciduto direttamente in sette delle dieci reti realizzate dal Palermo in campionato, equivalenti a una percentuale di partecipazione del 70 %. Questo risultato supera di gran lunga i record degli ultimi anni: Pohjanpalo (57,1 % nel 2025/26), Di Francesco (60 % nel 2024/25) e Brunori (66,7 % nel 2022/23) sono tutti superati. I tre gol del norvegese, insieme ai quattro assist mostrano non solo una capacità finalizzatrice, ma anche una visione di gioco capace di liberare gli attaccanti di supporto. La continuità dell’apporto resta un punto dolente: i momenti di “pausa” sono compensati da improvvisi lampi di ispirazione che lo rendono imprendibile quando è in piena forma.
Contributo in Coppa Italia e momenti decisivi
Il valore di Johnsen non si limita al campionato. Nella fase a gironi della Coppa Italia ha fornito l’assist per il doppio di Pohjanpalo contro il Lecce confermando la sua capacità di influenzare le partite anche in ambito nazionale. Nella replica contro il Mantova il norvegese ha prima servito il finlandese per il risultato di 3-2 e poi ha realizzato personalmente il gol del 4-2, chiudendo così la vittoria. Tuttavia, la partita ha messo in luce anche la sua vulnerabilità: due errori dannosi hanno permesso agli avversari di riaprire il risultato, ma la prontezza di Johnsen nel reagire ha mostrato una mentalità da “clutch player”, capace di rialzarsi e salvare la squadra nei momenti più critici.
Prospettive per la primavera e la nazionale
Guardando al futuro, il ritmo attuale di Johnsen potrebbe portarlo a superare i propri migliori record personali, come la stagione con la Cremonese (otto gol complessivi e nove assist). Il suo obiettivo individuale è duplice: guidare il Palermo verso la promozione e riconquistare un posto nella nazionale norvegese. L’ultima chiamata risale al 2021, quando, ancora al Venezia, aveva fatto il suo debutto internazionale. Con una concorrenza di altissimo livello – Haaland, Ødegaard, Sorloth e altri – la continuità di rendimento in Serie B rappresenta la sua migliore carta per ritornare sul palcoscenico internazionale.
Il rischio di incontinuità e la risposta tecnica
Il principale interrogativo rimane la capacità di mantenere elevati standard per l’intera stagione. Se le statistiche mostrano una dominanza di momenti decisivi l’alternanza tra fasi di silenzio e brillanti esplosioni tattiche rischia di limitare l’impatto complessivo del Palermo. Inzaghi sta valutando soluzioni tattiche – rotazioni, ruoli più definiti – per sfruttare al meglio la visione di Johnsen, riducendo al minimo le zone d’ombra e portando il giocatore a un livello di costanza pari al suo talento.



