Il 5 ottobre a Palermo si è svolto un sit-in davanti alla Curia Arcivescovile, organizzato da Confimprese Palermo e dal Comitato Fede, Economia e Comunità. L’iniziativa ha radunato circa una trentina di esercenti – bomboniere, fiorai, fotografi – e numerose famiglie, tutte unite dall’esigenza di far fronte alle recenti modifiche del percorso catechistico per le prime comunioni. Il silenzio della curia ha spinto i partecipanti a impugnare la porta della sede vaticana con cartelli, preghiere e una breve catena umana simbolica, chiedendo un tavolo di confronto immediato.
Il sit-in davanti alla Curia: chi, quando e perché
Il raduno è stato organizzato alle 10.00 nella storica via Matteo Bonello, 2, sede della Curia arcivescovile. Tra i protagonisti, Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo, ha spiegato che la protesta non mira a criticare la dottrina, ma a salvare le famiglie e le imprese da una transizione definita «impossibile». I partecipanti hanno recitato il Padre Nostro, hanno esteso una catena di mani alla cancellata per pochi minuti e hanno lasciato segni scritti con pennarelli: “Oggi siamo qui per fare comunione” e “I sacramenti uniscono”. Nonostante la calma, la tensione era palpabile, soprattutto perché la curia non ha accolto alcuna delegazione durante la manifestazione.
Le nuove regole per le prime comunioni: il modello quinquennale
Il nuovo iter, ufficializzato nell’estate 2024, prevede un percorso catechistico di cinque anni per i bambini tra i 7 e i 12 anni. I primi tre anni sono dedicati all’apprendimento teorico senza sacramenti, mentre i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima sono riservati al quarto e al quinto anno. La frequenza delle lezioni è stata ridotta da una sessione settimanale a una ogni quindici giorni, a causa della carenza di catechisti e spazi adeguati. In



