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Armao sotto inchiesta: la carriera tra università, politica e accuse di corruzione

Gaetano Armao, avvocato, docente e ex vicepresidente siciliano, è al centro di un’inchiesta per presunte tangenti nella gestione dell’interporto di Catania.

Armao sotto inchiesta: la carriera tra università, politica e accuse di corruzione

Il nome di Gaetano Armao è tornato al centro dell’attenzione pubblica a seguito di una nuova indagine della Procura di Palermo. L’avvocato amministrativista, docente universitario e una delle figure più note della politica regionale, è stato chiamato a rispondere di presunte pratiche corruttive legate alla Società degli Interporti Siciliani (SIS). Il procedimento si inserisce in un contesto più ampio di inchieste che hanno coinvolto diversi esponenti della giunta regionale e di figure del mondo imprenditoriale.

Da Palermo alla cattedra: i primi passi di Gaetano Armao

Nato a Palermo nel 1962, Armao eredita la passione per il diritto da Liborio Armao, padre e avvocato. Dopo la laurea in Giurisprudenza, a trentquattro anni ottiene l’abilitazione e inizia la carriera accademica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, dove insegna diritto amministrativo, diritto pubblico dell’economia, diritto regionale e degli enti locali. Parallelamente, collabora con l’Institute of Advanced Legal Studies di Londra e partecipa a numerosi progetti di ricerca, pubblicando oltre duecento articoli e libri specialistici. Questa solida base accademica gli permette in seguito di svolgere ruoli di consulente giuridico per istituzioni nazionali ed europee.

La scalata politica: da consigliere a vicepresidente regionale

Il coinvolgimento di Armao nella vita pubblica inizia alla fine degli anni ’90, quando, grazie a contatti con l’ex presidente di Regione Totò Cuffaro, ottiene incarichi di consulenza per la Giunta siciliana. Nel 2009 entra nella giunta di Raffaele Lombardo (MPA) ricoprendo la delega all’Assessorato alla Presidenza, ai Beni culturali e all’Economia. Dopo aver fondato il “Movimento Sicilia Nazione” nel 2015, nel 2017 sostiene il governatore Nello Musumeci e, grazie a quest’ultimo, diventa assessore all’economia e vicepresidente della Regione. Nel 2022 tenta la presidenza della Regione con il sostegno di Carlo Calenda e Matteo Renzi, ma ottiene solo il 2,08% dei voti, venendo quindi escluso dall’Assemblea.

Una vita privata al centro dei media: il matrimonio con Giusi Bartolozzi

Nel 2018 Armao sancisce una nuova alleanza personale sposandosi con la magistrata Giuseppa “Giusi” Bartolozzi, nata a Gela nel 1969. Bartolozzi, dopo una brillante carriera giudiziaria che l’ha portata dalla Corte di Appello di Roma al Parlamento con Forza Italia, si è distinta come capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, guadagnandosi il soprannome di “zarina”. Tuttavia, anche lei è finita al centro di un’indagine per presunte false dichiarazioni relative al caso del generale libico Almasri. La coppia, spesso indicata come una delle più influenti della scena siciliana, è ora al centro di più procedimenti giudiziari.

Il caso SIS: pressioni, tangenti e nomi evidenziati

Nel gennaio 2023 il GUP del Tribunale di Catania rinvia a giudizio Armao per presunte pressioni sull’amministratore unico della SIS Rosario Torrisi Rigano. Secondo le indagini del nucleo investigativo, tra settembre 2019 e marzo 2021 Armao avrebbe esercitato pressioni indebite assieme a Marco Falcone (oggi eurodeputato FI) e a Giuseppe Li Volti, cercando di favorire decisioni relative all’interporto. Gli imputati includono anche la dipendente dell’interporto Cristina Sangiorgi e l’imprenditore logistico Luigi Cozza. Le accuse al vaglio comprendono induzione indebita, peculato, corruzione, contraffazione e uso di pubblici sigilli. Se condannato, l’esito avrebbe profonde ripercussioni sulla credibilità della giunta guidata da Renato Schifani.

Altri procedimenti e la vicenda delle cure palliative

Armao è già stato oggetto di alcune indagini: nel 2013 il tribunale di Palermo aveva archiviato per peculato un caso relativo all’uso di un’auto blu assegnata a suo nome durante il mandato di assessore, mentre nel novembre 2025 è stato assolto per una presunta evasione fiscale. Recentemente, la Procura ha interrogato anche l’assessore regionale alla Sanità Marcello Caruso, a seguito di un incontro organizzato da Armao per frenare l’attuazione di un decreto sulle cure palliative. Secondo gli atti, Armao avrebbe chiesto a Caruso di preparare una “memoria difensiva” per rimandare l’entrata in vigore del provvedimento, offrendo in cambio una remunerazione a un intermediario, l’avvocato Pierluigi Matta. Questa logica di scambio di favori è stata definita dalla Procura come una “persistente operatività” tra i coindagati.

Le implicazioni politiche

Le indagini hanno già prodotto tensioni all’interno del partito Forza Italia siciliano: il presidente della Regione, Renato Schifani, ha dovuto gestire la crisi di fiducia derivante dalle accuse che coinvolgono un suo stretto collaboratore. La situazione ha riacceso il dibattito sulla trasparenza della gestione dei fondi pubblici e sul ruolo degli consulenti giuridici nelle decisioni regionali. Nel frattempo, Giusi Bartolozzi ha rifiutato di commentare le accuse contro il marito, ma il loro profilo pubblico resta al centro dell’attenzione.

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