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Ddl “Coesione e crescita”: da 125 a 74 norme dopo lo stralcio

Il ddl “Coesione e crescita” passa da 125 a 74 articoli: ecco cosa cambierà e dove finiranno le risorse liberate.

Ddl “Coesione e crescita”: da 125 a 74 norme dopo lo stralcio

Giovedì 15 ottobre, durante l’apertura della seduta dell’Assemblea, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha comunicato una svolta decisiva per il disegno di legge “Coesione e crescita”. Sono stati stralciati 51 articoli facendo scendere il totale da 125 a 74 norme.

La decisione, definita di “tecnica” dagli uffici della presidenza, rappresenta il risultato di un lungo lavoro di revisione. L’intervento di Galvagno ha sottolineato che la riduzione non intende indebolire l’obiettivo del ddl, ma piuttosto renderlo più snello, concentrandosi su misure ritenute più urgenti.

Taglio di 51 articoli: il nuovo bilancio del ddl

Il ridimensionamento del testo normativo ha comportato la cancellazione di norme che, secondo la valutazione tecnica, erano marginali rispetto alle priorità del Governo. I 51 articoli eliminati saranno ora oggetto di esame nella commissione Bilancio, dove serviranno da base per la prossima legge di stabilità in vista.

Il processo di revisione ha previsto la restituzione di tutti gli articoli rimasti al tavolo della commissione Bilancio, affinché possano essere integrati nella programmazione finanziaria dell’anno. In questo modo, il ddl “Coesione e crescita” si trasforma in un “pacchetto di crescita” più focalizzato, con meno dispersione normativa.

Le risorse liberate: destinazioni prioritarie

Gli eccessi di spesa eliminati con lo stralcio libereranno fondi che saranno reinvestiti in altre misure incluse nel ddl variazioni di bilancio. Tra le aree destinate a beneficiare di questi capitali troviamo:

  • Assistenti alla comunicazione (Asacom) un intervento pensato per sostenere il personale di supporto alle campagne informative.
  • Crisi cerealicola risorse aggiuntive per fronteggiare le recenti difficoltà nella filiera del grano.
  • Agricoltura, zootecnia e marinerie siciliane investimenti mirati a modernizzare queste attività, con particolare attenzione alle esigenze del territorio insulare.

Queste destinazioni riflettono la volontà di canalizzare il risparmio verso settori considerati strategici per la crescita economica e la coesione territoriale.

Impatto sui settori agricoli e zootecnici

Il pieno utilizzo delle risorse liberate potrà tradursi in programmi di modernizzazione delle aziende agricole incentivi per l’acquisto di macchinari più efficienti e sostegno alle filiere di trasformazione dei prodotti zootecnici. Per le marinerie siciliane, l’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva e migliorare la competitività nei mercati internazionali.

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