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Mondello: respinto il ricorso, decaduta la concessione Italo Belga

Il Tar di Palermo ha respinto il ricorso dell'Italo-Belga e confermato il provvedimento di decadenza del 26 febbraio, con possibili nuovi gradi di giudizio.

Mondello: respinto il ricorso, decaduta la concessione Italo Belga

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo ha stabilito la legittimità del decreto regionale che ha dichiarato la decadenza della concessione della spiaggia di Mondello gestita dalla società Italo Belga. Con la sentenza il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla concessionaria contro il provvedimento firmato il 26 febbraio, confermando le motivazioni che avevano portato alla revoca della gestione dell’arenile.

La vicenda ha attraversato diverse fasi procedurali: dopo la sospensione del provvedimento che aveva consentito alla società di operare per l’intera stagione estiva, la gestione è stata poi restituita al Comune di Palermo a partire dalla fine di settembre. La società potrà comunque impugnare nuovamente la decisione davanti al Consiglio di giustizia amministrativa (CGA), organo di appello regionale.

Motivazioni del provvedimento e valutazioni del Tar

Secondo la sentenza citata dall’assessorato regionale, il Tar ha riconosciuto l’autonomia valutativa dell’amministrazione e la correttezza dell’esercizio della discrezionalità amministrativa. I giudici hanno ritenuto fondate le contestazioni mosse alla concessionaria, richiamando il carattere grave e reiterato delle violazioni indicate nel decreto del 26 febbraio.

Le principali contestazioni contestate alla concessionaria

Due erano le criticità al centro del provvedimento. La prima riguarda l’affidamento di lavori e servizi di pulizia a Gm Edil, impresa su cui era stata emessa un’interdittiva antimafia da parte del prefetto di Palermo, Massimo Mariani. L’interdittiva aveva segnato attenzione sulle relazioni societarie e sugli interlocutori utilizzati dall’Italo Belga per la manutenzione di lettini, ombrelloni e cabine.

La seconda contestazione verte sull’affidamento della ristorazione in spiaggia alla società Mida Srl, ritenuto dall’amministrazione regionale privo delle necessarie autorizzazioni. Entrambe le criticità sono state valutate come elementi che hanno inciso sulla correttezza degli obblighi concessori e sulla tutela del pubblico interesse.

Reazioni istituzionali e possibili sviluppi

L’assessora regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, ha commentato la pronuncia ribadendo che il rispetto delle regole non è negoziabile e che la Regione intende tutelare la gestione trasparente del demanio marittimo. Secondo la dichiarazione dell’assessorato, la decisione del Tar conferma la fondatezza dell’azione amministrativa e la regolarità del percorso seguito.

Dal punto di vista procedurale, il contenzioso non è ancora definitivamente chiuso: la società ha annunciato la possibilità di presentare un nuovo ricorso al CGA. Nel corso del procedimento era già intervenuta una misura di prevenzione con nomina prefettizia di esperti per la concessionaria, finalizzata a monitorare e supportare l’attuazione di misure di compliance durante la prosecuzione dell’attività.

Impatto sulla gestione dell’arenile e sulla stagione balneare

La pronuncia è arrivata dopo la stagione balneare che l’Italo Belga ha potuto gestire grazie a una sospensione cautelare disposta in sede di appello. Con il ritorno provvisorio della gestione al Comune, si sono aperti interrogativi sulle modalità e sui tempi per le future assegnazioni della concessione demaniale e sull’organizzazione dei servizi in spiaggia, compresi gli spazi per la libera fruizione dei cittadini.

La decisione amministrativa e la sua conferma giudiziaria impattano non solo sugli assetti societari, ma anche sulla programmazione degli appalti e sulla vigilanza antimafia nelle procedure pubbliche legate al demanio marittimo. La definizione dei prossimi passi dipenderà sia dalle scelte della Regione sia dall’esito di eventuali ulteriori ricorsi al CGA.

Storicamente l’Italo Belga è presente a Mondello sin dal 1912, con un ruolo di primo piano nella gestione della concessione costiera. La vicenda giudiziaria segna dunque una forte cesura rispetto a quel lungo periodo di controllo, rinnovando l’attenzione pubblica sulle regole di assegnazione e sul monitoraggio delle relazioni tra concessionari e fornitori.

In attesa degli sviluppi del contenzioso, rimangono da definire i passaggi amministrativi necessari per stabilire la gestione futura dell’arenile, le modalità di gara o di affidamento e le condizioni per garantire la legalità e la trasparenza nelle procedure. Il pronunciamento del Tar rappresenta comunque un punto fermo nella vicenda, certificando la validità del decreto del 26 febbraio e tracciando il quadro giuridico entro il quale si dovranno muovere gli attori coinvolti.

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