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Baldini ct ad interim: una Nazionale molto giovane e un mandato di transizione

Silvio Baldini si presenta come commissario tecnico ad interim, spiega perché non si considera il profilo adatto per un incarico lungo e lancia una Nazionale giovane con un'età media di 20 anni e 6 mesi

Baldini ct ad interim: una Nazionale molto giovane e un mandato di transizione

Silvio Baldini è alla guida della Nazionale italiana in un momento di passaggio: nominato commissario tecnico ad interim dopo le dimissioni della precedente dirigenza, il tecnico ha spiegato con chiarezza la propria visione e i limiti del suo incarico. In conferenza a Coverciano ha ripetuto di non sentirsi ancora in possesso del curriculum necessario per guidare una squadra con una storia importante come quella azzurra, e ha sottolineato l’intenzione di usare queste amichevoli come banco di prova per il futuro.

Un mandato di transizione e la critica alla gestione del calcio

Baldini ha definito il suo ruolo come un passaggio: non vuole esibire protagonismi ma offrire ai giovani la possibilità di crescere. Ha ricordato che la sua presenza è stata resa possibile dalle dimissioni di Gattuso e Buffon e ha spiegato che il suo obiettivo principale è mettere a disposizione il lavoro fatto per agevolare chi arriverà dopo. Nel suo discorso non sono mancate dure parole verso la struttura dirigenziale: secondo il tecnico, il calcio italiano è spesso gestito da persone che perseguono interessi privati e non investono a sufficienza sui talenti emergenti. Ha usato il termine lestofanti per indicare chi, a suo avviso, manipola scelte e mercati a scapito del progetto sportivo di lungo termine.

La filosofia: merito e percorso

Il concetto di merito torna più volte: Baldini ha ribadito che per sedersi stabilmente sulla panchina della Nazionale servono tappe e risultati, e che il percorso con l’Under 21 può diventare la base per aspirare a un ruolo più lungo. Ha quindi voluto evitare facili promesse e ha chiarito che l’esperienza nelle partite amichevoli servirà soprattutto a costruire e valutare un gruppo che possa crescere con tempi realistici.

Una Nazionale giovane: numeri e scelte

La squadra convocata per le amichevoli che si terranno all’inizio di giugno contro il Lussemburgo e la Grecia (il match con la Grecia è fissato per il 7 giugno) rappresenta una decisa scommessa sul futuro. Dalle convocazioni emerge un’ampia presenza di elementi provenienti dall’Under 21: su 24 giocatori selezionati ben 19 sono debuttanti e l’età media del gruppo è di 20 anni e 6 mesi. È una scelta che indica la volontà di costruire una base giovane su cui lavorare nei prossimi anni.

I protagonisti e il blocco Under 21

Tra i nomi spiccano il capitano Gianluigi Donnarumma, chiamato per dare esperienza tra i pali, e una serie di giovani che stanno muovendo i primi passi ad alto livello: Francesco Pio Esposito, Pietro Comuzzo, Marco Palestra e Niccolò Pisilli, oltre ai profili emergenti come Samuele Inacio, Filippo Mane e Luca Reggiani provenienti dal vivaio europeo. Baldini ha voluto richiamare anche alcuni giocatori affermati nella loro fascia d’età per bilanciare il gruppo e preparare un percorso che guardi anche alle prossime competizioni internazionali.

Obiettivi pratici e attese per le amichevoli

Le due amichevoli sono pensate come una sorta di laboratorio: testare schemi, verificare attitudini e valutare la tenuta psicofisica dei ragazzi dopo una stagione intensa. Baldini ha ammesso che la ferita della mancata qualificazione al Mondiale è ancora aperta, e ha usato questa consapevolezza per motivare i giovani. Pur riconoscendo che la squadra non parte con l’obiettivo di risultati a tutti i costi, il tecnico ha espresso fiducia nelle qualità del gruppo, prevedendo prestazioni non solo valide ma di alto livello in termini di impegno e carattere.

Scelte tattiche e prospettive

Dal punto di vista tattico, l’idea è mantenere una struttura che permetta ai giovani di adattarsi senza pressioni eccessive: la speranza è che l’esperienza accumulata in queste uscite si trasformi in valore per il ciclo successivo della Nazionale. Baldini ha anche spiegato di aver chiamato alcuni elementi per ragioni specifiche legate alle Olimpiadi e ad altri tornei giovanili, sottolineando l’importanza di creare un percorso coerente tra le varie selezioni nazionali.

In conclusione, il messaggio del tecnico è duplice: da un lato la prudenza nel non improvvisarsi candidato ideale per un incarico lungo senza un percorso adeguato; dall’altro la volontà di lasciare un segno offrendo opportunità concrete ai giovani. Le amichevoli di inizio giugno saranno il primo banco di prova, e serviranno a capire quanto il progetto giovani lanciato da Baldini possa diventare la base per il rilancio della Nazionale.

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