27 Settembre 2026 🌤 23°

Chiusura dell’aeroporto di Catania per l’eruzione dell’Etna: caos a Palermo

L’eruzione dell’Etna ha paralizzato l’aeroporto di Catania, con voli dirottati su Palermo e forti richiami dei sindacati e di Calenda.

Chiusura dell’aeroporto di Catania per l’eruzione dell’Etna: caos a Palermo

Un nuovo scoppio di cenere vulcanica proveniente dall’Etna ha obbligato le autorità a chiudere nuovamente l’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. La decisione è stata presa dal Nucleo di Coordinamento Operativo della SAC e prevede la sospensione di tutti i decolli e gli atterraggi fino alle 12 di domani, 27 settembre 2026. I venti prevalenti hanno spinto la polvere vulcanica sopra la zona di volo, rendendo pericolose le operazioni aeree.

Nel frattempo, la Protezione Civile ha allestito un punto di assistenza all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, distribuendo acqua e informazioni ai passeggeri in attesa. L’intervento è stato necessario anche perché Palermo ha dovuto assorbire una parte consistente dei voli originariamente programmati per Catania.

Riorganizzazione dei collegamenti a Palermo

Nel corso della mattinata di domenica sono stati gestiti 271 movimenti aerei a Palermo. A seguito della chiusura di Catania, la Gestione Scalo Aereo Palermo (GESAP) ha aggiunto otto nuovi voli alla lista già esistente di 28: le rotte Lufthansa LH1920 e LH1908 da Monaco, il ritorno LH1909 per Monaco, i voli LS1387 e LS1388 da e per Birmingham, il VL1904 da Monaco e i voli V72198 e V72199 verso Lourdes. Alcune compagnie hanno impiegato pullman per trasportare i passeggeri da Palermo a Catania, tentando di limitare i disagi.

Le richieste dei sindacati e la mancanza di un protocollo

Le segreterie regionali di Filt CGIL, Fit CISL e UIL Trasporti Sicilia hanno manifestato forte preoccupazione per la pressione esercitata sui terminal di Palermo, Comiso e Trapani. I sindacati denunciano l’assenza di un piano di contingenza condiviso tra gestori aeroportuali, ENAC, ENAV e le parti sociali, definendola una “situazione di grave tensione” per il personale di terra e le ditte in appalto. Hanno sollecitato un incontro urgente con l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, ancora non convocato, per definire un protocollo permanente di emergenza.

Le dichiarazioni di Carlo Calenda

Il leader di Azione, Carlo Calenda è rimasto bloccato per tre giorni a causa della sospensione dei voli. Ha definito la Sicilia “trascurata come un Paese del terzo mondo” e ha evidenziato come l’eruzione di Catania abbia paralizzato l’intera rete aeroportuale regionale, costringendo i viaggiatori a lunghe attese a Palermo, con voli in ritardo fino a sette ore. Calenda ha inoltre criticato le carenze infrastrutturali, dalle reti idriche alle strade in costruzione, chiedendo che lo Stato assuma la gestione dell’isola per i prossimi trent’anni.

Il contesto vulcanico dell’Etna

Il professor Marco Viccaro, docente di Geochimica e Vulcanologia all’Università di Catania, ha spiegato che l’attuale fase è una transizione post-eruzione della Voragine estiva. I crateri di Bocca Nuova e del Nord-Est stanno emettendo materiale sia giovane, derivante da magma attivo, sia vecchio, ossidato, il che conferisce alla nube un colore rosso-bruno. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di ferro nei minerali piroclastici. La cena vulcanica persistente rende i voli pericolosi, giustificando la decisione di chiudere lo spazio aereo C1 e B3.

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