Il Consiglio Comunale di Isnello ha subito un contraccolpo politico: l’intero gruppo di minoranza ha ufficializzato la propria uscita dall’aula consiliare. La scelta è stata presentata al pubblico durante un’assemblea svoltasi presso l’auditorium del Centro sociale il 1 giugno 2026, mentre le lettere di dimissioni sono state formalizzate l’indomani, in occasione della Festa della Repubblica.
I tre consiglieri che hanno firmato le dimissioni appartenevano al gruppo consiliare Fare Comunità. A guidare la spiegazione pubblica è stato l’ormai ex capogruppo Gianpiero Caldarellache ha offerto una ricostruzione delle motivazioni alla base del gesto collettivo e ha reso disponibile un documento di approfondimento sottolineando il senso politico dell’azione intrapresa.
Le tempistiche e la procedura: assemblea pubblica e formalizzazione
La sequenza degli eventi è netta e verificabile: il confronto con i cittadini è avvenuto il 1 giugno 2026 nell’auditorium del Centro socialedove i membri di Fare Comunità hanno esposto le ragioni della loro decisione. L’indomani, giorno della Festa della Repubblicale lettere di dimissioni sono state depositate, completando così l’atto formale che comporta la temporanea presenza in aula esclusivamente della maggioranza fino agli eventuali subentri.
Con la fuoriuscita del gruppo di opposizione, il Consiglio resterà composto unicamente dai rappresentanti della maggioranza fino all’eventuale ingresso dei consiglieri non eletti aventi diritto. Questo cambiamento di equilibrio politico è immediato e influenza il funzionamento dell’organo istituzionale locale.
Motivazioni espresse nelle lettere e sintesi del discorso pubblico
I tre consiglieri hanno motivato la scelta con ragioni che, secondo quanto dichiarato, non sono personali ma legate a problemi strutturali nell’esercizio del ruolo istituzionale. Nelle lettere si legge chiaramente: “A quattro anni dall’inizio del mandato” e, a fronte di “un anno” alla scadenza naturale della consiliatura, la decisione va interpretata come un segnale di allarme per il futuro delle piccole comunità.
Nel testo ufficiale i dimissionari denunciano che “mancano i presupposti di agibilità politica che dovrebbero essere la base su cui poggia un’istituzione repubblicana”evidenziando una progressiva compressione degli spazi di azione e di confronto. A spiegazione di questa dinamica, il gruppo parla di una combinazione tra fenomeni demografici come lo spopolamento e pratiche amministrative che, a loro giudizio, ostacolano la partecipazione e la trasparenza.
Le citazioni chiave dal documento dei dimissionari
Nel passo del discorso che sintetizza il malessere politico si legge: “non sono dettate da motivazioni personali” e ancora: “distanti” per descrivere il rapporto tra processi decisionali e partecipazione cittadina. Gli autori non nascondono la rassegnazione emotiva: “non è certo con gioia che mi appresto a compiere questo gesto”ma auspicano che il gesto provochi una riflessione su chi esercita il potere locale e sul metodo con cui si governa.
Il documento contesta inoltre un modello amministrativo che privilegia la continuità del comando rispetto alla dialettica democratica e mette in guardia sulla prospettiva di ulteriore immobilismo se non verranno posti correttivi: “Abbiamo urgentemente bisogno di nuovi baroni”recita una delle frasi provocatorie contenute nella nota, usata per stigmatizzare l’inerzia e l’auto-riproduzione di élites locali nei piccoli comuni.
Implicazioni per il futuro politico di Isnello
La decisione assume rilevanza più ampia perché viene posta in relazione alle difficoltà tipiche dei centri con popolazione ridotta: il documento menziona l’attesa per normative che regolino i mandati dei sindaci nei centri sotto i 5mila abitanti e avverte che l’assenza di cambiamenti potrebbe consolidare prassi amministrative che rallentano il rinnovamento politico.
Gli ex consiglieri dichiarano di sperare che le dimissioni stimolino un ripensamento: “A quattro anni dall’inizio del mandato” e con “un anno” ancora alla scadenza, la scelta è presentata come un segnale politico volto a recuperare spazio di partecipazione, trasparenza e confronto, elementi ritenuti indispensabili per il buon governo locale.
Resta ora da vedere come il Comune di Isnello e la sua maggioranza affronteranno questa fase di vuoto rappresentativo e se i meccanismi di sostituzione porteranno a un riequilibrio dell’assemblea consiliare.



