Al Dallas Stadium, nella seconda giornata del girone J dei Mondiali 2026 Lionel Messi ha lasciato un segno indelebile: con una doppietta ha portato l’Argentina alla vittoria per 2-0 sull’Austria e ha stabilito il nuovo primato di marcature nella storia della Coppa del Mondo, raggiungendo quota 18 gol.
La serata assume un alone simbolico che richiama il passato: il riferimento più immediato è il ricordare del 22 giugno del 1986 allo stadio Azteca quando Diego Maradona realizzò le due prodezze rimaste nell’immaginario collettivo come gol del secolo e mano de Dios. A distanza di 40 anni, il capitano argentino ha scritto la sua pagina personale nella storia del torneo.
La cronaca degli episodi decisivi: rigore fallito e doppietta
La partita ha avuto momenti chiave che hanno definito il percorso verso il successo: dopo otto minuti Messi ha fallito un rigore assegnato per un fallo su Lautaro Martinez un episodio sconcertante che però non ha inciso sul destino del match. Al 38′ del primo tempo è arrivata la rete che ha sbloccato l’incontro: un’azione costruita sulla sinistra da Medina proseguita con un velo di Almada ha consentito a Messi di concludere con un sinistro da dentro l’area che ha beffato Schlager, fissando l’1-0 prima dell’intervallo.
Il gol del sorpasso storico
Quella rete non è stata soltanto il vantaggio dell’Argentina, ma anche il momento in cui Messi ha superato il primato precedente: con il gol al 38′ ha raggiunto quota 18 reti nella storia dei Mondiali, spostando il limite in solitaria rispetto a Miroslav Klose. La tensione degli avversari si è fatta più evidente: l’Austria, che fino a quel momento aveva saputo contenere gli attacchi degli argentini, ha perso lucidità dopo il vantaggio avversario.
Secondo tempo e sigillo finale: la rete al 95′
La ripresa non ha mutato immediatamente gli equilibri, ma l’Argentina ha saputo sfruttare gli spazi nel finale. Dopo varie sostituzioni sul fronte austriaco e argentino, la squadra di Lionel Scaloni ha sfruttato un contropiede prolungato che ha portato prima Julián Álvarez a concludere, poi a favore di Messi la palla è carambolata favorevolmente: al minuto indicato nei tabellini come il 95′ il capitano ha trovato il raddoppio, bravo a girarsi e a segnare il 2-0 definitivo.
Significato del sigillo al novantesimo
Quel gol di spalla, realizzato quando Messi ha ormai superato i 100 minuti giocati tra le gare del torneo, ha coronato una serata che mescola rimpianto e gloria: il rigore sbagliato è stato dimenticato davanti alla portata storica del risultato, e la sua reazione – occhi rivolti al cielo e mani alzate – ha suggellato il valore simbolico del traguardo. A 39 anni il numero 10 ha ulteriormente consolidato una carriera ai Mondiali che solca tre lustri di competizioni.
Conseguenze per i gruppi e reazioni in campo
Il successo per 2-0 assicura all’Argentina la qualificazione diretta ai sedicesimi di finale del torneo, con un turno di anticipo, mentre l’Austria esce sconfitta ma non matematicamente eliminata, grazie alla partita ancora da disputare e alle dinamiche del girone. In campo l’allenatore austriaco, Ralf Rangnick ha effettuato cambi per aumentare la pressione offensiva, inserendo tra gli altri Arnautovic, ma senza riuscire a rendersi pericoloso quanto necessario per rimontare.
L’Argentina ha segnato il proprio cammino con scelte tattiche precise: Scaloni ha confermato il duo offensivo con Lautaro Martinez e Messi, cambiando un solo elemento in difesa. Anche la presenza di calciatori come David Alaba tra gli avversari ha influito sulla gestione delle palle sporche e delle situazioni da palla inattiva.
La partita al Dallas Stadium resterà impressa sia per il valore sportivo sia per il richiamo alla memoria storica dello stadio Azteca del 22 giugno del 1986. Per Messi questo appuntamento ai Mondiali 2026 rappresenta un altro capitolo di una storia lunga e ricca di record, mentre per l’Argentina è la conferma di una candidatura solida nella fase a eliminazione diretta.



