Il 10 giugno alle ore 10 in Piazza Ottavio Ziinodi fronte all’assessorato regionale della SaluteLibera Palermo promuove un flashmob denominato Occhi aperti sulla corruzione. L’iniziativa rientra nella campagna nazionale Fame di verità e giustizia e vuole richiamare l’attenzione sui numerosi procedimenti giudiziari e sulle distorsioni che, secondo l’organizzazione, attraversano la sanità pubblica.
Si tratta di una mobilitazione simbolica concepita come una “visita oculistica in strada”: la metafora punta a suggerire la necessità di guardare con strumenti diversi le pratiche corruttive che si annidano nei meccanismi di gestione della salute pubblica. L’azione pubblica è prevista nell’ambito di una serie di iniziative nazionali che si svolgeranno dall’8 al 13 giugno per sollecitare maggiore trasparenzacontrollo e responsabilità nelle istituzioni.
Dati sulle inchieste rilevate nei primi sei mesi del 2026
Secondo il censimento presentato dall’organizzazione, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 1° giugno 2026 sono state individuate 38 inchieste legate a fenomeni corruttivi, con un totale di 386 persone indagate solo sulla base di notizie di stampa. L’analisi, che riguarda procedimenti ancora in corso e quindi presunzioni non definitive, mette in evidenza come i ruoli coinvolti siano differenti a seconda dei contesti: dall’alto dirigente al faccendiere, dal “boss dell’ente pubblico” all’imprenditore con relazioni trasversali, fino al politico d’affari o al boss mafioso.
Distribuzione territoriale e numeri regionali
La regione con il maggior numero di indagati nel periodo preso in esame è la Siciliacon 107 persone indagate in 9 inchieste e 3 procure attivate. Seguono il Lazio con 85 indagati sempre in 9 inchieste e 3 procure coinvolte, e la Campania con 65 persone indagate in 6 inchieste e 2 procure interessate.
Impatto sulla sanità: numeri e ambito temporale più ampio
Nella finestra estesa che va dal 1° gennaio 2026 al 1° giugno 2026sono state censite in Sicilia 24 inchieste per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso, con un totale complessivo di 267 persone indagate nel territorio regionale. Sempre nello stesso arco temporale, il settore sanitario rappresenta una fetta significativa dei casi: il 32% degli indagati per reati di corruzione negli ultimi 18 mesi, pari a 86 persone, opera nell’ambito della sanità.
L’indagine statistica è stata costruita partendo da lanci di agenzia, articoli, rassegne stampa istituzionali e comunicati delle procure e delle forze dell’ordine: per i soggetti indicati vale la presunzione di non colpevolezza fino ad accertamento definitivo. Tuttavia, la ricostruzione mette in luce una diffusione territoriale e settoriale dei procedimenti che alimenta la preoccupazione sulle ricadute per i servizi pubblici.
Effetti concreti sulla qualità dell’assistenza
Secondo l’analisi presentata, la corruzione genera distorsioni lungo l’intera catena del Servizio sanitario nazionaleerosione di fondi pubblici, priorità di accesso alle cure alterate e peggioramento della qualità dell’assistenza. L’organizzazione segnala casi in cui scelte terapeutiche o l’acquisizione di dispositivi siano influenzate da pratiche illecite, con potenziali conseguenze sui pazienti. Viene inoltre sottolineato il peso economico e sociale che grava sui cittadini quando pratiche illecite interferiscono con i diritti di persone anziane, disabili o gravemente malate.
La denuncia pubblica del flashmob vuole dunque mettere in relazione i numeri delle inchieste con le esperienze quotidiane dei cittadini, come liste d’attesa protratte o l’accesso a prestazioni essenziali ritardato da pratiche corruttive. È in questo quadro che l’azione in piazza assume la forma di un richiamo civico al controllo e alla responsabilità.
Appello e slogan dell’iniziativa
L’evento è promosso con lo slogan Occhi aperti sulla corruzioneaccompagnato dalla parola d’ordine della campagna nazionale: Fame di verità e giustizia. Nel comunicato dell’organizzazione si legge che “Occhi aperti sulla corruzione” attraverserà l’Italia dall’8 al 13 giugno per chiedere misure più efficaci di trasparenza e controllo. L’ultima frase del documento regionale riassume l’impegno: “Ogni reato di corruzione – conclude Libera Sicilia – non deve essere visto come episodi isolati”.
Chi parteciperà al flashmob è chiamato a portare attenzione pubblica su questi temi e a chiedere agli organi istituzionali di rafforzare gli strumenti di prevenzione e vigilanza, con l’obiettivo di ridurre gli impatti negativi sulla salute dei cittadini e sulla spesa pubblica.



