Nel pomeriggio si è verificato un episodio che ha attirato l’attenzione al Cimitero Monumentale del Verano di Roma: la lapide posta sul sepolcro di Gigi Proietti non era più al suo posto, segnalazione che ha generato immediata preoccupazione fra visitatori e custodi.
La rimozione ha fatto scattare una serie di interventi ufficiali: Ama Spa ha segnalato l’accaduto alle Autorità competenti e ha fornito alle forze dell’ordine le registrazioni del proprio sistema di videosorveglianza. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per le verifiche del caso, con la necessità iniziale di accertare se si trattasse di un furto o di un atto vandalico.
Intervento di Ama Spa e attività investigative
L’azienda responsabile della manutenzione del cimitero, Ama Spaha dichiarato di aver provveduto a presentare una denuncia formale e di aver consegnato alle forze dell’ordine i filmati disponibili, affinché venissero esaminate le immagini e individuati eventuali responsabili. In quella fase l’ipotesi di danneggiamento e asportazione era considerata possibile, e il coinvolgimento dei militari è stato motivato dall’esigenza di svolgere rilievi accurati.
Tempistiche e reazioni iniziali
La segnalazione è partita nel corso del pomeriggiodopo che alcuni turisti hanno avvertito il custode. La prontezza con cui Ama ha allertato la catena di comando e le forze dell’ordine ha trasformato rapidamente la scomparsa della targa in un’indagine formale: denuncia, sopralluogo e ricognizione delle immagini hanno caratterizzato la prima fase dell’accertamento.
La versione della famiglia Proietti e il motivo della rimozione
Con il passare delle ore è emersa una versione alternativa ai sospetti iniziali. La famiglia di Gigi Proietti ha spiegato che la lapide non era stata rubata, ma che era stata rimossa dall’agenzia funebre per una ragione precisa: l’inserimento del nome della moglie, Sagitta Altermorta il 21 aprile all’età di 85 anni, che è sepolta nello stesso luogo.
Dichiarazione dell’ufficio stampa della famiglia
Attraverso la portavoce familiare, Cinzia D’Angeloè stata resa nota questa spiegazione e diffusa una nota che chiarisce l’operazione. Come riportato nelle comunicazioni ufficiali della famiglia: “La lapide è stata spostata per inserire il nome di Sagitta Alter e verrà ricollocata lunedì con l’epitaffio corretto“. Questa frase sintetizza il motivo dell’assenza temporanea della targa e indicate le intenzioni di ricollocazione.
La famiglia sostiene inoltre di aver informato l’azienda incaricata dell’area cimiteriale prima dell’intervento dell’agenzia funebre; secondo la versione fornita da Ama, però, la rimozione è avvenuta senza che l’ente fosse preventivamente avvertito, circostanza che ha determinato la denuncia alle Autorità.
Elementi confermati e parti coinvolte
I fatti accertati e condivisi da tutte le parti sono circoscritti: l’evento si è svolto al Cimitero Monumentale del Veranola lapide apparteneva al luogo di sepoltura di Gigi Proietti (deceduto a novembre 2026) e l’operazione di rimozione ha riguardato l’aggiunta del nome di Sagitta Alterdeceduta il 21 aprile. Coinvolti nelle verifiche sono stati Ama Spa e i Carabinierimentre la famiglia è intervenuta per spiegare le proprie intenzioni e la tempistica di ricollocazione.
La vicenda, inizialmente interpretata come un possibile furto o profanazione, si è quindi risolta in una disputa di comunicazione tra chi ha eseguito la rimozione e l’ente di custodia del cimitero. Resta fissata la data indicata dalla famiglia per il ritorno della lapide alla sua collocazione, prevista per lunedìinsieme all’epitaffio aggiornato.
Nel contesto generale, l’episodio richiama l’attenzione sul coordinamento necessario tra famiglie, agenzie funebri e gestori cimiteriali quando si tratta di operazioni che toccano sepolcri di personaggi pubblici, soprattutto in luoghi soggetti a visite e controlli costanti come il Cimitero Monumentale del Verano.



