La Calabria sta vivendo una svolta epocale nella lotta alla ‘ndrangheta, grazie a un progetto che sta cambiando il destino di centinaia di giovani. Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, è tornato nella sua Reggio Calabria per fare il punto su Liberi di Scegliere l’iniziativa che ha già sottratto oltre 200 minori alle logiche dei clan.
Di Bella ha ribadito la necessità di un impegno costante contro la criminalità organizzata, partendo proprio dai più giovani. Il magistrato ha spiegato chiaramente che i boss della ‘ndrangheta non sono uomini d’onore, bensì uomini del disonore che non devono essere imitati. Quel tipo di esistenza, ha sottolineato, non offre alcuna prospettiva, poiché provoca inevitabilmente solo sofferenza, carcerazione e morte.
Liberi di Scegliere: la svolta culturale
Il progetto Liberi di Scegliere nato in riva allo Stretto, sta raccogliendo frutti significativi non solo nelle aule di tribunale, ma anche nel tessuto sociale. Di Bella ha evidenziato come la Regione Calabria abbia varato una legge specifica che valorizza l’aspetto culturale di questa iniziativa. Oggi, il libro e il film nati da questa esperienza sono oggetto di studio in tutte le scuole calabresi di ogni ordine e grado.
Per il magistrato, questo segna una svolta epocale: la Calabria sta finalmente maturando gli anticorpi necessari per sconfiggere il virus della ‘ndrangheta, definito come un virus primariamente culturale. Il progetto ha coinvolto non solo i minori, ma anche le loro famiglie, offrendo loro un’alternativa di vita.
I numeri del cambiamento
I risultati concreti del progetto parlano chiaro e delineano un impatto profondo sulle dinamiche interne alle famiglie criminali. Dal punto di vista giudiziario, sono più di 200 i minori che sono entrati nel percorso di recupero. Accanto a loro, 34 donne hanno trovato il coraggio di abbandonare i territori di mafia e sette di esse hanno scelto la via della collaborazione con la giustizia.
Un dato sorprendente riguarda i vertici dei clan: diversi boss hanno deciso di collaborare con lo Stato proprio in seguito agli interventi giudiziari che hanno riguardato i loro figli o nipoti. Questo dimostra come il progetto stia avendo un impatto significativo anche sui vertici delle organizzazioni criminali.
La fine del silenzio nelle scuole
Uno dei traguardi più sentiti da Di Bella riguarda il mondo dell’istruzione. Il magistrato ha ricordato come, fino a un decennio fa, negli istituti scolastici calabresi la ‘ndrangheta fosse un vero e proprio tabù e gli insegnanti avessero timore di parlarne per non urtare la sensibilità delle famiglie. Oggi questa barriera è caduta: il tema viene affrontato apertamente in classe, rappresentando un grande risultato per l’intera comunità.
Sebbene la strada per la completa liberazione sia ancora lunga, Di Bella è convinto che il processo sia ormai avviato in modo irreversibile. La Calabria sta sviluppando anticorpi contro il virus della ‘ndrangheta, e il progetto Liberi di Scegliere è uno degli strumenti più efficaci in questa battaglia.


