26 ottobre 2026 🌧 20°

Sequestro da 1,6 milioni per frode su crediti d’imposta edilizi

Un imprenditore palermitano è stato indagato per aver generato falsi crediti d'imposta per bonus edilizi, con un sequestro di beni per 1,6 milioni di euro

Sequestro da 1,6 milioni per frode su crediti d’imposta edilizi

Un’impresa edile della provincia di Palermo è finita nel mirino delle autorità per un presunto schema di frode sui bonus edilizi. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Bagheria, hanno portato al sequestro di beni per un valore di 1,6 milioni di euro, appartenenti a Salvatore Lo Bosco, un imprenditore residente ad Altavilla Milicia.

L’inchiesta ha preso il via da una serie di controlli amministrativi che hanno evidenziato gravi irregolarità in oltre 100 lavori edili eseguiti in vari comuni della provincia di Palermo, tra cui Altavilla Milicia e Ficarazzi. Secondo le accuse, Lo Bosco avrebbe gonfiato i costi dei lavori e creato documenti falsi per ottenere indebitamente crediti d’imposta per un importo complessivo di 2,6 milioni di euro.

Lo schema delle sovrafatturazioni

L’imprenditore, operante come general contractor avrebbe collaborato con un architetto per certificare falsamente il completamento dei lavori prima che le normative sui bonus edilizi venissero modificate. Le indagini hanno rivelato che i capitolati e i preventivi di spesa erano stati manipolati per includere opere e prestazioni mai effettuate, con l’unico scopo di aumentare il credito spettante.

La Corte dei Conti della Regione Siciliana, su richiesta della Procura regionale, ha emesso un provvedimento cautelare di sequestro preventivo, basandosi su recenti sentenze della Cassazione che riconoscono la giurisdizione della magistratura contabile in materia di indebite percezioni di bonus edilizi.

Il sequestro dei beni e il ritrovamento del jammer

Il sequestro è stato eseguito sui beni mobili e immobili di cui Lo Bosco è intestatario o possessore, tra cui sei immobili, quattro terreni, auto, moto e dieci orologi di lusso. Durante le operazioni, i militari della Guardia di Finanza hanno scoperto un dispositivo jammer nascosto sotto il letto dell’imprenditore.

Il jammer, un apparecchio elettronico normalmente utilizzato solo dalle forze di polizia e dalle forze armate, serve a interrompere la captazione dei segnali telefonici e GPS. La detenzione di tale dispositivo da parte di un privato cittadino è illegale, e per questo motivo il jammer è stato sequestrato e Lo Bosco è stato deferito alla Procura presso il tribunale di Termini Imerese per il reato di detenzione di apparecchiatura idonea a impedire l’intercettazione di conversazioni telefoniche.

Le conseguenze legali

Le indagini hanno evidenziato come l’imprenditore abbia sfruttato le lacune normative per ottenere ingenti somme di denaro attraverso la sovrafatturazione e la creazione di documenti falsi. La scoperta del jammer ha ulteriormente complicato la situazione, sollevando sospetti su possibili attività illecite più ampie.

Il caso di Salvatore Lo Bosco rappresenta un esempio emblematico delle frodi che possono avvenire nel settore edilizio, mettendo in luce l’importanza dei controlli e delle indagini per contrastare tali pratiche illecite. Le autorità continuano a monitorare la situazione per assicurarsi che tutti i responsabili siano portati davanti alla giustizia.

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