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Strage di Altavilla: le richieste di condanna del pubblico ministero

Il processo per la strage di Altavilla Milicia è iniziato con le richieste di condanna del pm. Scopri i dettagli di questo caso che ha sconvolto l'Italia.

Strage di Altavilla: le richieste di condanna del pubblico ministero

Il processo per la strage di Altavilla Milicia ha preso il via con le richieste di condanna del pubblico ministero Manfredi Lanza. La vicenda, che ha sconvolto l’Italia nel febbraio 2026, vede imputati Giovanni Barreca, marito e padre delle vittime, e l’ex coppia Sabrina Fina e Massimo Carandente. Il pm ha richiesto l’ergastolo per Fina e Carandente e 30 anni di carcere per Barreca, a cui è stata riconosciuta una semi infermità mentale.

Le accuse e le richieste di condanna

Il pm Lanza ha ripercorso i fatti agghiaccianti della notte tra il 10 e l’11 febbraio 2026, quando i cadaveri di Antonella Salamone e dei suoi figli Kevin ed Emanuel furono ritrovati nella villetta di famiglia. La donna e i due figli erano stati torturati per giorni e poi uccisi. Antonella Salamone era stata parzialmente carbonizzata e nascosta in un terreno vicino alla villetta. Le sue ossa, come spiegato dal pm, erano in condizioni tali da non riuscire neppure a fare la prova del Dna.

Le testimonianze e le prove

Durante il processo, sono emerse testimonianze raccapriccianti. Miriam Barreca, la sorella sopravvissuta, ha raccontato di riti esoterici e interrogatori a sfondo religioso. La donna e i ragazzini venivano costretti a bere caffè amaro e subivano violenze fisiche. Il pm ha anche ricordato di un morso trovato sul polpaccio di Sabrina Fina, uno degli aguzzini, dato da una delle vittime mentre venivano torturate.

La posizione degli imputati

Fina e Carandente, marito e moglie, si sono scaricati la colpa a vicenda. Hanno raccontato di avere assistito passivamente all’orrore. Secondo l’avvocato della donna, si sarebbe trattato di un femminicidio e figlicidio, mascherato con il movente religioso. Sabrina Fina avrebbe avuto un ruolo passivo nella vicenda. Il legale aveva chiesto una perizia psichiatrica, ma la Corte d’Assise ha respinto la richiesta.

La posizione di Miriam Barreca

Miriam Barreca, che aveva 17 anni all’epoca della strage, è stata assolta in appello. La Corte d’appello di Palermo l’ha ritenuta temporaneamente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. In primo grado era stata condannata a 12 anni e otto mesi per omicidio plurimo aggravato e occultamento di cadavere. Ora si trova in una struttura protetta fuori dalla Sicilia, dove segue un percorso con educatori e specialisti.

Le reazioni dei familiari

Calogero Salamone, fratello di Antonella, ha espresso tutta la sua rabbia e dolore durante il processo. Ha chiesto giustizia per la sorella e i nipotini, definendo gli imputati mostri. Ha anche criticato la nipote Miriam, che avrebbe potuto salvare i fratellini ma non ha fatto nulla. “Meritano tutti l’ergastolo. Tutti. A partire da quel mostro di Giovanni Barreca”, ha dichiarato.

Il processo continua con le dichiarazioni dei legali degli imputati e dei familiari delle vittime. Il verdetto è atteso nei prossimi giorni.

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