Le Giornate Europee dell’Archeologia tornano anche quest’anno, coinvolgendo circa 30 paesi del continente. Tra le numerose iniziative, spicca quella organizzata da BCsicilia a Termini Imerese, che propone una visita guidata dal titolo Alla scoperta dell’Acquedotto Cornelio: i resti del vallone Tre Pietre.
L’appuntamento è fissato per domenica 14 giugno 2026con inizio alle ore 16:30 in Piazza Europadavanti alla stazione ferroviaria. La visita sarà curata dall’architetto Cosimo Seriomentre la presentazione è affidata ad Alfonso Lo Casciopresidente regionale di BCsicilia. Per partecipare, è necessario prenotarsi inviando un WhatsApp al numero 346.8241076 o una email a [email protected].
L’importanza degli acquedotti nell’antica Roma
Per qualsiasi città romana di una certa importanza, la disponibilità di una grande quantità di acqua era indispensabile. Thermae Himerensescosì chiamata dai Romani, era una città di rilievo nel periodo romano. Fondata come colonia da Augusto durante il suo viaggio in Sicilia nel 22-21 a.C.si dotò di numerose opere pubbliche che la resero Splendidissima.
L’Acquedotto Cornelio era una di queste opere. La sua funzione non si limitava a fornire acqua potabile, ma era fondamentale per garantire l’igiene pubblica e il funzionamento di servizi che rappresentavano il simbolo stesso della civiltà urbana dell’Impero. Per soddisfare le esigenze idriche della città, i Romani sfruttarono le favorevoli condizioni idrogeologiche del territorio.
La sorgente Brucato e il sistema a sifone
Il monte S. Calogero rappresenta il principale bacino acquifero della zona. È alla sorgente Brucatoche sgorga alle sue falde, che si attinge l’acqua per l’Acquedotto Cornelio. Questa grandiosa opera idraulica attraversa il territorio attraverso canali, condotti sotterranei, ponti, serbatoi di accumulo e torri di compressione.
Un metodo utilizzato per attraversare le vallate era il sistema a sifone, che sfrutta il principio dei vasi comunicanti. Questo sistema, utilizzato nel 10% degli acquedotti romani conosciutiviene impiegato a Termini Imerese per l’attraversamento del vallone Tre Pietre e del Torrente Barratina. Il sistema a sifone permette di superare valli larghe e profonde che non possono essere attraversate da un ponte.
I resti del sifone di Tre Pietre
Gli elementi costitutivi di un sifone sono il serbatoio di partenza, il piano inclinato, il ventre e il serbatoio di arrivo. A Tre Pietre, è ancora possibile ammirare parte del serbatoio di partenza inglobato in un edificio rurale, il piano inclinato e un pilone del ponte della parte del ventre. Dai resti, si può ricostruire un ponte con una dozzina di arcate, di cui cinque o sei a doppio ordine, per una lunghezza di circa 170 metri.
Nel sifone di Tre Pietre, l’acqua scorreva all’interno di tubazioni di piombo o fittili. I tubi di terracotta, ad incastro e piuttosto corti rispetto al diametro, erano progettati per resistere alla pressione dell’acqua, che doveva essere comunque modesta. A Tre Pietre non c’era il serbatoio di arrivo, e l’acqua si immetteva direttamente nel cunicolo che si interrava.
La storia e il finanziamento dell’Acquedotto Cornelio
L’Acquedotto Cornelio è databile intorno al II secolo d.C.. Grazie all’iscrizione Aquae Corneliae Ductus P. XXconosciamo chi finanziò l’opera. Probabilmente, Cornelio era un magistrato di Termini Imerese, forse un duumviro o un edile, come ipotizzato dal prof. O. Belvedereche si è interessato dell’opera idraulica.
Questa visita guidata rappresenta un’opportunità unica per scoprire i segreti dell’ingegneria romana e ammirare i resti di un’opera che ha segnato la storia di Termini Imerese. Non perdere l’occasione di immergerti nella storia e di esplorare le meraviglie del passato.



