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Cga sospende la decadenza: Italo Belga resta al timone della spiaggia di Mondello

Il Cga ha accolto il ricorso della Mondello Immobiliare Italo Belga, sospendendo la decadenza della concessione e permettendo la gestione della spiaggia fino al 30 settembre; la pronuncia solleva questioni amministrative, antimafia e politiche che rimangono da chiarire

Cga sospende la decadenza: Italo Belga resta al timone della spiaggia di Mondello

La vicenda legata alla gestione della spiaggia di Mondello compie un nuovo passo: il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) ha accolto il ricorso della società Mondello Immobiliare Italo Belga, sospendendo il provvedimento regionale che ne aveva dichiarato la decadenza. Il risultato consente all’azienda di proseguire la gestione dell’arenile fino al 30 settembre, mentre sullo sfondo permangono contestazioni pubbliche e approfondimenti istituzionali.

Nel corso degli ultimi mesi la questione è esplosa sui media: si è parlato di tornelli per l’accesso, di controlli e di relazioni ritenute ambigue con esponenti mafiosi, temi che hanno portato a indagini dell’Antimafia regionale e a prese di posizione di politici e opinionisti. In seguito alla sospensiva, operai della società sono tornati a intervenire per ripulire e predisporre il litorale per la stagione balneare, mentre l’iter giudiziario proseguirà con l’esame di merito.

La decisione del Cga e i suoi elementi chiave

Il dispositivo che ha determinato la sospensiva è stato confermato dal collegio presieduto da Ermanno de Francisco e composto, tra gli altri, dai consiglieri Solveig Cogliani, Giuseppe La Greca, Paola La Ganga e Antonino Lo Presti. I giudici hanno ritenuto che, allo stato, la revoca adottata dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente non poteva produrre immediati effetti senza che fossero predisposte misure atte a garantire la continuità del servizio e la tutela dell’interesse pubblico. Di conseguenza è stata sospesa la decadenza e autorizzata la prosecuzione dell’attività fino al termine indicato.

Le motivazioni che hanno inciso sulla sospensiva

Nel loro provvedimento i magistrati amministrativi hanno sottolineato la mancanza di una programmazione tempestiva da parte dell’assessorato, capeggiato da Giusy Savarino, e la carenza di strumenti per un passaggio ordinato a un eventuale nuovo concessionario. Il Cga ha precisato che la predisposizione di misure per il subentro avrebbe evitato pregiudizi all’interesse pubblico, mentre l’assenza di coperture finanziarie strutturali da parte del Comune di Palermo è stata un ulteriore elemento considerato nel giudizio.

Contesto pubblico: indagini, polemiche e responsabilità amministrative

La vicenda non è stata solo tecnica: la gestione di Mondello è stata al centro di polemiche scaturite da reportage giornalistici e da denunce politiche. Il deputato regionale Ismaele La Vardera ha annunciato iniziative pubbliche, mentre esponenti televisivi come Massimo Giletti hanno dato ampia risonanza alle contestazioni. Le accuse principali riguardavano presunte contiguità con Cosa nostra, in parte motivate dal fatto che alcuni parenti di persone ritenute vicine alla criminalità organizzata risultavano impiegati nella società e che lavori erano stati affidati a imprese legate a esponenti familiari contestati.

Aspetti amministrativi e di prevenzione

Sul piano formale il Cga ha osservato anche che la prefettura di Palermo, unico organo titolato per misure interdittive antimafia, non aveva emesso provvedimenti interdittivi nei confronti della società. Al contrario, la Italo Belga era destinataria di una misura di prevenzione collaborativa della durata di dodici mesi, con finalità diverse rispetto a un divieto. Inoltre è emersa la circostanza che il Piano Mondello del Comune riguarda interventi che sono indipendenti dall’oggetto contrattuale della concessione e che la copertura finanziaria indicata dall’ente locale era prevista per un periodo limitato, non per l’intera stagione.

Reazioni politiche e passaggi futuri

La responsabile regionale del settore, Giusy Savarino, ha difeso l’operato dell’assessorato, dichiarando di aver seguito un percorso rigoroso e di avere predisposto alternative per la gestione dell’arenile. Savarino ha inoltre ricordato l’impegno con il Comune sulla base del Pudm e del rispetto delle scadenze imposte dalla direttiva Bolkestein, auspicando una nuova visione che sappia coniugare spiagge libere e investimenti privati. Il giudizio di merito è atteso in settembre, momento in cui si deciderà la sorte definitiva della concessione e si chiariranno le responsabilità amministrative e giudiziarie rimaste in sospeso.

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