Il derby della Mole tra Torino e Juventus del 24 maggio 2026 è stato segnato da una lunga fase di tensione che ha costretto la Lega Serie A a posticipare l’inizio della partita. Dopo un primo orario fissato per le 20.45, il calcio d’inizio è stato confermato per le 21.45, comunicato dall’ufficio stampa della Lega mentre la curva ospite si svuotava. Nei minuti precedenti allo svolgimento, le squadre sono rimaste negli spogliatoi: una situazione che ha combinato preoccupazione sportiva e allerta per l’ordine pubblico.
Al centro della tensione c’è la notizia di un ultrà 45 anni rimasto gravemente ferito alla testa durante gli scontri del pomeriggio; è stato trasportato in codice rosso prima all’ospedale Mauriziano e poi alle Molinette, dove è stato portato in sala operatoria e al momento risulta in prognosi riservata. Le cause precise del trauma sono ancora al vaglio degli inquirenti: le indagini devono accertare se il colpo sia stato causato da un oggetto contundente, uno scontro diretto o altra dinamica.
La sequenza degli scontri prima della partita
Nel corso del pomeriggio si sono confrontati gruppi organizzati di tifosi: da una parte i bianconeri riconducibili alle sigle Tradizione e Drughi, dall’altra i granata degli Ultras Granata 1969. Il primo avvicinamento è avvenuto intorno alle 17.30 in piazzale San Gabriele di Gorizia, con un tentativo di spostamento verso via Filadelfia, punto di partenza del corteo dei tifosi del Toro. Il confronto si è poi concentrato attorno a un chiosco sotto la curva Maratona, luogo tradizionale di ritrovo per i sostenitori granata, generando un clima sempre più elettrico e difficile da contenere.
Armi improprie e intervento delle forze dell’ordine
Secondo le ricostruzioni, contro le forze dell’ordine sono state lanciate bottiglie, pietre, bombe carta e torce da segnalazione, mentre i granata si sono avvicinati ai cordoni dei reparti mobili senza comunque oltrepassarli. La polizia ha risposto con più ondate di lacrimogeni per disperdere i gruppi, riuscendo a evitare una escalation peggiore. Durante i tafferugli sono state effettuate alcune fermi e sono rimasti feriti quattro poliziotti: il bilancio provvisorio conferma l’arresto di diverse persone, soprattutto tra gli ultras juventini.
La pressione nelle curve e la richiesta di sospensione
La diffusione della notizia del ferimento ha innescato cori da parte dei tifosi ospiti con il messaggio «sospendete la partita», e ha spinto molti sostenitori a chiedere lo stop dell’incontro. Nella curva Maratona i tifosi del Torino hanno smontato la coreografia e rimosso gli striscioni, manifestando il proprio sdegno e l’impossibilità di vivere la gara con la solita atmosfera. In campo sono tornati i palloni per un nuovo riscaldamento appena dieci minuti dopo il picco di tensione, ma l’entrata degli ospiti è avvenuta fra momenti di alta vigilanza e con una parte della tifoseria già fuori dallo stadio.
Reazioni dei giocatori e tentativo di placare gli animi
Tra i tentativi di riportare la calma, anche giocatori hanno provato ad avvicinarsi alla curva: in particolare Locatelli si è mosso verso i tifosi ma senza ottenere l’effetto sperato. Il quadro ha convinto la Lega a modificare il timing del match e a mantenere i giocatori negli spogliatoi fino a quando non è stato ritenuto sicuro l’avvio. L’abbandono volontario da parte di gran parte dei tifosi ospiti ha contribuito a svuotare la Maratona, mentre un gruppo ristretto è rimasto all’esterno dell’impianto senza, per fortuna, provocare ulteriori incidenti.
La città come scenario e la notte precedente
La tensione non è nata nel pomeriggio: già nella notte i gruppi si erano cercati in diverse zone di Torino, dalla movida del centro alla periferia, spostandosi con auto e scooter come in un inseguimento per le strade. La presenza della Digos e di reparti mobili ha contribuito a evitare risse più estese in diverse occasioni, come in via Spazzapan e nella zona dell’Olimpico-Grande Torino. Il confronto resta però parte di una serie storica di attriti, che include i violenti episodi ai piedi della collina nel novembre del 2026, ancora presenti nella memoria delle tifoserie.
Il bilancio conclusivo della giornata parla di diversi fermi, quattro agenti feriti e soprattutto di un ultras in condizioni gravi e sotto osservazione: resta ora l’attesa per gli sviluppi delle indagini e per eventuali provvedimenti da parte delle autorità sportive e giudiziarie. La partita è iniziata con un’ora di ritardo e la pagina aperta rimane quella della sicurezza negli stadi, con la richiesta di approfondimenti su quanto accaduto e di misure efficaci per evitare il ripetersi di episodi analoghi.