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Giunta di Palermo spaccata sul patrocinio al Pride: accuse di politicizzazione

Il Comune di Palermo ha concesso il patrocinio al Pride previsto il 20 giugno. La decisione ha riacceso lo scontro nella maggioranza: da un lato l'amministrazione conferma il sostegno ai diritti, dall'altro Fratelli d'Italia rifiuta la partecipazione definendo l'evento una manifestazione contro il governo Meloni.

Giunta di Palermo spaccata sul patrocinio al Pride: accuse di politicizzazione

Il Comune di Palermo ha confermato il patrocinio al Palermo Pride 2026in programma sabato 20 giugno, e ha predisposto misure per la viabilità in vista del corteo con partenza alle 17:00 da Via Roma nel centro storico. La decisione ha diviso la giunta con critiche da parte di esponenti di Fratelli d’Italia e sostegni da altri assessori.

L’aggiornamento riguarda una notizia in evoluzione che ha toccato piani politico-istituzionali e organizzativi. La spaccatura sulla natura del Pride, ritenuto da alcuni una manifestazione di diritti e da altri una protesta politica, ha avuto ricadute sulla stabilità della coalizione cittadina e sulla gestione dell’evento pubblico. Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026.

Patrocinio comunale e frattura nella maggioranza

L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla ha ribadito l’orientamento consolidato degli ultimi anni: sostenere il Pride come iniziativa di cittadinanza. Alla presentazione dell’evento l’assessore all’Innovazione ha riaffermato l’impegno dell’ente a essere “in piazza al fianco di chi reclama più diritti e libertà”. La linea ha tuttavia riaperto le divergenze in maggioranza, riflettendo le diverse sensibilità sul tema.

La frattura ha assunto un carattere politico più marcato quando esponenti locali di Fratelli d’Italia hanno annunciato la non adesione alla manifestazione. Per i critici, il patrocinio rischia di confondere il sostegno istituzionale ai diritti civili con la condivisione di messaggi e immagini potenzialmente partigiani, tema su cui la giunta ha faticato a trovare una sintesi unitaria.

Le posizioni: le accuse di Fratelli d’Italia e le repliche

L’assessore alla Cultura Antonio Rini ha dichiarato che il partito non può sostenere un evento “trasformato in una manifestazione contro il governo Meloni”. Rini ha richiamato episodi delle edizioni passate, menzionando “immagini della premier Giorgia Meloni a testa in giù”, addotte come prova della deriva polemica. Per questa lettura, il Pride ha oltrepassato la rivendicazione di tutele LGBT+ sconfinando nella contestazione dell’esecutivo nazionale.

Dall’altra parte, l’amministrazione ha marcato la distinzione tra patrocinio e contenuti espressi nel corteo. L’assessore Fabrizio Ferrandelli ha ribadito: “Il Comune sarà sempre al fianco di chi reclama più diritti e libertà”, rivendicando il ruolo dell’istituzione nel sostenere libertà e uguaglianza senza entrare nel merito delle singole espressioni dei partecipanti. La consigliera Mariangela Di Gangi (Pd) ha attaccato FdI accusando il partito di utilizzare i diritti civili come terreno di scontro politico.

Percorso, orari e viabilità del corteo

Il corteo del Palermo Pride 2026 parte alle 17:00 da Via Roma e attraversa le principali arterie del centro storico, con passaggi simbolici davanti al Palazzo delle Poste e al Teatro Massimo. Il tracciato si conclude ai Cantieri Culturali alla Zisadove è previsto un grande palco per spettacoli e performance fino a mezzanotte. Gli organizzatori hanno annunciato un messaggio finale incentrato su unità e rispetto.

L’Ufficio Traffico ha disposto chiusure e divieti di sosta lungo l’itinerario, con deviazioni temporanee per i mezzi pubblici e spostamento provvisorio delle principali fermate dei bus. Le misure puntano a garantire sicurezza e scorrimento del flusso dei partecipanti, con un dispositivo coordinato tra uffici comunali e forze dell’ordine per la gestione degli accessi e degli attraversamenti.

Contesto politico e richiami alle elezioni del 2027

Il dibattito sul Pride si è innestato in un quadro di tensioni interne alla coalizione di centrodestra che sostiene il sindaco. Alcuni consiglieri hanno manifestato posizioni divergenti su temi identitari, rendendo evidente la difficoltà di conciliare tutte le componenti. Il nodo politico è la differenza tra il sostegno a diritti e libertà e l’eventuale utilizzo della piazza come strumento di dissenso verso il governo, linea di faglia che si ripresenta ogni anno.

Nel confronto pubblico è emerso anche il richiamo al calendario elettorale con inviti a “esprimere una scelta politica nelle votazioni del 2027”. Questo collegamento è stato citato dai critici come ulteriore segno di politicizzazionementre gli organizzatori hanno insistito sulla centralità delle istanze civili. In parallelo, è tornata al centro la discussione sulla maternità surrogatatema divisivo che ha accentuato il carattere polarizzante del dibattito.

Il Comune ha rimarcato che il patrocinio non equivale all’avallo di ogni messaggio del corteo, ma rappresenta il riconoscimento istituzionale di un evento cittadino legato ai diritti. I critici hanno replicato che immagini e slogan delle edizioni passate hanno travalicato il perimetro delle rivendicazioni, spostando il baricentro sulla contestazione politica. La città si è quindi preparata a una giornata con massiccia partecipazione e un dispositivo logistico dedicato, mentre prosegue il confronto tra le forze politiche.

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