La vicenda legale sulla gestione della spiaggia di Mondello è entrata in una nuova fase dopo la pronuncia del Consiglio di giustizia amministrativa che ha accolto il ricorso della società Italo Belga e ha sospeso il provvedimento regionale di decadenza, permettendo alla compagnia di riprendere la gestione del litorale fino al 30 settembre. La decisione, riportata da diverse testate il 22 maggio 2026, ribalta in parte la prima valutazione del Tribunale amministrativo regionale e riapre il confronto tra enti locali, istituzioni regionali e forze di controllo.
Il pronunciamento del Cga è stato accompagnato da un’articolata motivazione sul ruolo degli enti pubblici nella gestione post-decadenza: i giudici hanno rilevato carenze operative sia da parte della Regione sia del Comune di Palermo, giudicando insufficienti le misure messe in campo per assicurare un passaggio ordinato delle competenze e la continuità del servizio pubblico. Sulla vicenda pesano anche aspetti legati all’uso di interdittive antimafia nei confronti di subappaltatori e alle conseguenti verifiche prefettizie.
La decisione del Cga e il quadro giuridico
I giudici del Cga hanno accolto il ricorso della Italo Belga, sospendendo il provvedimento dell’assessorato regionale al Territorio che dichiarava la decadenza della concessione. Nel dispositivo si fa riferimento alla necessità che, in caso di revoca, la Pubblica amministrazione predisponga strumenti atti a garantire la tutela degli interessi pubblici e la fruizione ordinata del litorale; la mancanza di tali strumenti è stata uno degli elementi che ha pesato nella decisione. Il presidente del collegio, Ermanno de Francisco, aveva già adottato un provvedimento cautelare in appello il 25 aprile, riconoscendo l’urgenza della sospensiva e anticipando l’orientamento poi confermato dal Cga.
Motivazioni principali
Nel corpo della sentenza i giudici sottolineano, tra l’altro, che la Regione non aveva approntato un piano concreto per la gestione provvisoria del tratto demaniale dopo la decadenza, mentre il Comune aveva varato misure ritenute insufficienti: il cosiddetto Piano Mondello è stato valutato come estraneo ad alcuni aspetti essenziali del rapporto concessorio e la copertura finanziaria segnalata dagli uffici comunali è stata indicata come non strutturale e temporanea, limitata a poche settimane. Questa valutazione ha inciso sulla decisione di non confermare la decadenza in via definitiva fino al riesame di merito.
Le ragioni delle parti e le critiche istituzionali
Dalla Regione, l’assessore al Territorio Giusi Savarino ha dichiarato di rispettare la decisione del Cga pur non condividendola, affermando che l’azione era finalizzata a eliminare irregolarità e rischi legati a possibili infiltrazioni, come segnalato dalla Prefettura. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha richiamato il principio generale del rispetto delle sentenze. Sul fronte opposto, il presidente della commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, ha contestato l’orientamento dei giudici sostenendo che il Cga avrebbe «entrato in materia non di sua competenza» e criticando il fatto che la revoca sia stata giudicata illegittima solo fino al 30 settembre: «o la revoca era legittima o era illegittima», ha affermato, puntando il dito sul carattere temporaneo della sospensiva.
Contesto investigativo e amministrativo
Il provvedimento di decadenza aveva preso le mosse da elementi relativi all’affidamento di servizi a una società subappaltatrice, la GM Edil, nei cui confronti la Prefettura aveva emesso un provvedimento con profili di rischio antimafia. Tuttavia, il Cga ha evidenziato una distinzione tra interventi di prevenzione e i presupposti giuridici per la decadenza immediata della concessione, ritenendo che non fossero stati attivati tutti i rimedi amministrativi necessari per tutelare l’ordine pubblico e gli interessi dei bagnanti e degli operatori.
Cosa succede ora: scenari e prossimi passi
Con la sospensiva in vigore, la Italo Belga potrà gestire il litorale fino al 30 settembre, periodo durante il quale resteranno aperti i giudizi di merito che definiranno la legittimità o meno della decadenza. Entro quella data sarà fondamentale vedere se Regione e Comune adotteranno misure più strutturate per una gestione temporanea o se il processo amministrativo confermerà la revoca. La situazione resta al centro di un acceso dibattito politico e istituzionale, con la necessità di coniugare la legalità, la prevenzione del rischio di infiltrazioni e la tutela dell’uso pubblico della costa.