L’anticiclone nord-africano ha consolidato una fase di ondata di calore sull’Italia, imponendo temperature molto elevate da metà settimana e portando il bollino rosso in 16 capoluoghi per il 24 giugno. La struttura di alta pressione interessa il Nord e il Centro in modo più marcato e si estende al Sud e alle Isole con effetti di afa e notti tropicali mentre sui rilievi si formano temporali pomeridiani a sviluppo locale. Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026.
Il quadro è rilevante per la possibile persistenza della massa d’aria calda e per i picchi termici diffusi che, sommati all’umidità, hanno elevato il disagio bioclimatico nelle aree urbane. I modelli indicano una prosecuzione del caldo fino alla fine di giugno, con l’eventualità di un break atlantico tra il 29 giugno e il 5 luglio che potrebbe attenuare il campo anticiclonico e favorire un graduale calo termico.
Anticiclone e temperature: punte fino a 39 °C tra Nord e Isole
Le massime hanno raggiunto valori elevati sulle pianure del Nord dove si stimano punte tra 36 e 39 °C in Lombardia e sulle aree metropolitane più esposte. In Sicilia i capoluoghi costieri come Palermo, Messina e Catania si sono attestati sui 31–32 °C, con settori occidentali in grado di toccare i 36 °C nelle giornate più calde. In quota, attorno ai mille metri, si sono registrate temperature prossime ai 28–30 °C, un’anomalia di rilievo che amplifica lo stress termico anche in località tipicamente più fresche.
Accanto ai valori diurni, la fase più critica ha riguardato le minime notturne spesso rimaste oltre i 20 °C su molte città, configurando le cosiddette notti tropicali. Questo profilo termico ha ridotto il raffrescamento notturno, intensificando l’afa e i disagi per la popolazione in assenza di ventilazione. Nel contesto europeo, l’anomalia si è estesa a gran parte del Mediterraneo, con picchi oltre 40 °C su alcuni Paesi confinanti e massime elevate anche sulla Francia meridionale e la Spagna.
Bollino rosso e impatti: le 16 città sotto osservazione
Per il 24 giugno è stato emesso il bollino rosso per 16 capoluoghi: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo e Latina. In queste località le massime hanno superato diffusamente i 30 °C, con punte fino a 38–39 °C e minime spesso oltre i 20 °C. Le amministrazioni locali hanno attivato piani per il supporto ai soggetti fragili mettendo a disposizione posti letto aggiuntivi e servizi di outreach per anziani, persone con patologie pregresse e senza dimora.
L’elevata umidità in alcune aree urbane della Pianura Padana ha aggravato lo stress fisiologico, rendendo più faticose le attività all’aperto nelle ore centrali. Nei centri storici e nelle zone turistiche, l’afflusso a negozi e bancarelle ha sostenuto la domanda di ventilatori portatili e ombrellini pieghevoli. Nel frattempo, bacini e laghi hanno registrato un aumento delle temperature superficiali, con possibili ripercussioni sul comfort balneare e sulla qualità delle acque più stagnanti.
Instabilità pomeridiana e previsioni 24–26 giugno
Sotto la cupola anticiclonica non sono mancati temporali di calore su Alpi, Liguria, Emilia occidentale e tratti dell’Appennino, oltre che sui rilievi di Sicilia e Sardegna. La dinamica convettiva ha favorito rovesci intensi a carattere irregolare, grandinate locali e raffiche di vento. Per la giornata del 24 giugno si prevede cielo generalmente sereno sulle pianure e sulle coste, con fenomeni pomeridiani sui rilievi alpini e appenninici e sul settore occidentale della Pianura Padana. Il 25 giugno lo schema rimane simile, con addensamenti al Nord-Est al mattino e instabilità sui monti e sulle Isole Maggiori.
Venerdì 26 giugno è atteso ancora sole prevalente e caldo diffuso, con annuvolamenti in aumento sulle catene montuose dell’Appennino meridionale, in Sardegna e in Sicilia durante le ore pomeridiane. Sulle aree costiere e insulari soffierà una debole ventilazione locale, utile ad attenuare parzialmente l’afa diurna, mentre nelle grandi città interne la scarsa circolazione d’aria manterrà alto il disagio. Le autorità invitano a monitorare eventuali allerte locali per fenomeni temporaleschi improvvisi nelle aree a rischio.
Tendenza di fine mese e rischi ambientali sul territorio
I segnali a medio termine non mostrano un cedimento immediato dell’alta pressione che permane estesa dal Nord Africa al Mediterraneo e agisce da blocco alle perturbazioni atlantiche. I modelli stagionali prospettano una possibile finestra tra il 29 giugno e il 5 luglio, quando l’ingresso di correnti occidentali a sud delle Alpi potrebbe ridurre gradualmente il campo anticiclonico, incrementando l’instabilità e favorendo un calo termico progressivo. L’evoluzione resta da confermare, ma fino a tale intervallo il caldo rimane il protagonista sulla penisola.
La combinazione di prolungata siccità locale, temperature elevate e venti asciutti aumenta il rischio di incendi boschivi in particolare nelle regioni centro-meridionali e nelle aree collinari. Nei distretti agricoli della Pianura Padana si segnalano condizioni di forte disagio bioclimatico, con potenziali ricadute su stress idrico, corsi d’acqua minori e resa colturale. Le amministrazioni e i servizi meteo raccomandano aggiornamenti frequenti in caso di persistenza dell’ondata e azioni mirate di prevenzione sul territorio.



