Un vasto anticiclone africano ha consolidato una ondata di calore sull’Italia, con nuove allerte per le città e temperature in aumento tra il 22 e il 26 giugno, soprattutto su pianure e grandi centri urbani. Il quadro operativo indica 16 capoluoghi da bollino rosso per il 24 giugno e un’afa persistente, con possibili temporali di calore sui rilievi nelle ore pomeridiane. Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026.
L’evento è rilevante per l’intensità e la durata: massime diffuse oltre i 30 °C con picchi fino a 38–39 °C in Val Padana e minime notturne spesso sopra i 20 °C, configurando notti tropicali. I modelli hanno confermato la persistenza del promontorio subtropicale fino al fine settimana e una finestra di possibile break tra fine giugno e inizio luglio, legata a correnti atlantiche a sud delle Alpi.
Città in allerta e impatto su salute e servizi
I capoluoghi indicati con bollino rosso comprendono Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo e Latina portando a sedici le località ad alto rischio il 24 giugno. L’afa è risultata più marcata nelle ore centrali, mentre la umidità nei bassi strati ha innalzato l’indice di disagio termico, in particolare nelle aree di pianura e nei centri storici meno ventilati.
Le amministrazioni locali hanno attivato piani per le categorie vulnerabili — anziani, persone con patologie e senza fissa dimora — con posti letto aggiuntivi e servizi di outreach. In diversi quartieri metropolitani sono state segnalate condizioni favorevoli a colpi di calore specie durante il tardo pomeriggio quando la ritenzione di calore urbano è rimasta elevata e la dispersione termica limitata.
Temperature, record possibili e differenze territoriali
Le temperature massime hanno toccato 36–39 °C nelle grandi città della Pianura Padana, con punte localmente superiori in scenari isolati; in montagna, attorno ai mille metri, si sono raggiunti 28–30 °C, valore anomalo per le quote, con aumento del rischio di stress termico anche per chi pratica attività outdoor. In Sicilia, i capoluoghi hanno previsto 31–32 °C, con settori occidentali fino a 36 °C nei giorni più caldi.
La combinazione di calore e umidità ha penalizzato la percezione del caldo più rispetto ai valori misurati, con notti oltre i 20 °C in diverse aree urbane. Il protrarsi dell’alta pressione subtropicale ha aumentato la probabilità che il mese rientri tra i giugno più caldi registrati, per estensione temporale e intensità dei picchi, qualora il promontorio non cedesse prima della fine del periodo stimato.
Previsioni giorno per giorno e instabilità diurna
Il 24 giugno 2026 il tempo si presenta generalmente stabile e soleggiato, con possibili temporali di calore nel pomeriggio su Alpi, settore occidentale della Pianura Padana, Liguria, Emilia occidentale, dorsale appenninica e rilievi di Sicilia e Sardegna. Questi fenomeni, seppur localizzati, possono generare rovesci intensi, scariche elettriche e raffiche di vento, con effetti puntuali sulla viabilità e sui servizi all’aperto.
Per giovedì 25 giugno si prospettano condizioni simili: qualche addensamento mattutino al Nord-Est, sole prevalente altrove e rovesci pomeridiani isolati sui monti e sui rilievi delle Isole Maggiori. Venerdì 26 giugno permane una giornata calda e soleggiata, con annuvolamenti in aumento sulle catene montuose dell’Appennino meridionale, su Sicilia e Sardegna, in un contesto dominato dall’alta pressione.
Tendenza a fine mese e ricadute ambientali
Le proiezioni a medio termine hanno indicato che l’anticiclone nord-africano, esteso verso il Mediterraneo centrale, ha agito da blocco alle perturbazioni atlantiche. I modelli stagionali hanno individuato tra il 29 giugno e il 5 luglio una possibile intrusione di correnti atlantiche a sud delle Alpi, capace di indebolire gradualmente il campo anticiclonico, aumentare l’instabilità e favorire un calo termico progressivo.
La fase calda ha alimentato rischi ambientali crescenti: pericolo di incendi boschivi per vegetazione secca, abbassamento dei corsi d’acqua e stress per il comparto agricolo, specie nelle aree padane con massime prossime a 37 °C e minime elevate. Le acque superficiali di laghi e bacini hanno registrato un aumento termico, con potenziali effetti sulla qualità dell’acqua nei tratti meno profondi e ricadute sul comfort balneare nelle ore centrali della giornata.
Sulle aree costiere e insulari è rimasto prevalente il sole con ventilazione locale capace di attenuare parzialmente l’afa diurna. I servizi meteo e i Comuni hanno ribadito le raccomandazioni di monitoraggio delle allerte locali idratazione costante e limitazione dell’esposizione nelle ore più calde, con particolare attenzione alle persone fragili e a chi svolge attività all’aperto nelle fasce orarie più esposte.



