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Giornata del Baarìa Film Festival con giuria, cortometraggi e lungometraggi

Il secondo giorno del Baarìa Film Festival ha alternato talk con la giuria a proiezioni competitive di corti e lungometraggi, chiudendo con la presentazione fuori concorso di Pupi Avati a Villa Cattolica.

Giornata del Baarìa Film Festival con giuria, cortometraggi e lungometraggi

La seconda e la terza giornata della II edizione del Baarìa Film Festival si sono svolte tra palazzo Butera-Villa Branciforti, Cine Capitol e Villa Cattolica, con talk mattutini, selezioni in concorso e proiezioni serali. Il calendario ha alternato cortometraggilungometraggi e un mini talk con ospiti, confermando un’impostazione che ha tenuto insieme incontri con autori e visioni. Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2026.

Il doppio appuntamento ha rilanciato il taglio del festival, che mette al centro il confronto diretto tra pubblico e professionisti e l’attenzione per opere italiane e internazionali. I temi attraversati hanno toccato relazioni familiarimigrazione ricostruzioni post-conflitto e il rapporto fra desiderio di riscatto e vincoli sociali, estendendo la mappa dei contenuti già emersi nella giornata inaugurale.

Talk con la giuria a palazzo Butera-Villa Branciforti

Alle 11,30 il palazzo Butera-Villa Branciforti ha ospitato i talk introduttivi con Maria Vera RattiDino Abrescia e Susy Laude moderati da Vanessa Tonnini e Andrea Di Quarto. Dopo il saluto istituzionale dell’assessore Antonella Inzinga gli ospiti hanno dialogato con il pubblico sul percorso verso la recitazione e il cinema, rispondendo alla domanda centrale « Come e cosa ti ha portato a intraprendere questo mestiere ».

Ratti ha ricostruito l’inizio in ambito universitario, sottolineando uno scatto di consapevolezza: « non c’è modo di tornare indietro ». Abrescia ha descritto un tragitto irregolare, tra musica e lavoro tecnico in teatro, fino al primo debutto improvvisato e alla consapevolezza di sentirsi ancora un «abusivo» del mestiere. Laude ha richiamato l’incontro scolastico con I Sei personaggi in cerca d’autore che ha attivato un percorso consolidato poi con un corso di recitazione.

Corti e lungometraggi al Cine Capitol: Approdi e Maree

Il pomeriggio si è spostato al Cine Capitol con la sezione Approdi dedicata ai cortometraggi in concorso (ore 15,00). In programma tre titoli: Felicidad (19’), coproduzione Australia-Italia-Spagna che intreccia un giardiniere e una turista in cerca di una felicità idealizzata; Children at the roof (9’54”, Giappone), che mette in scena bambini in luoghi inattesi e una carta capace di proiettare film in bianco e nero che prendono vita a colori; Jusqu’au Prochain Souffle (18’, Italia), con Alessandro Haber nel dolore per la perdita di Ada.

Alle 16,00 si è aperta Maree riservata ai lungometraggi. Il primo titolo, Blue Heron scritto e diretto da Sophy Romvari e ambientato sull’isola di Vancouver, ha proposto un dramma semiautobiografico che osserva le tensioni di una famiglia attraverso lo sguardo della figlia minore di otto anni. A seguire Kidnapping Inc. (Haiti, Canada, Francia, 2026) di Bruno Mourral un thriller-poliziesco con venature comiche che usa l’ironia per leggere una quotidianità in cui violenza e necessità di sopravvivenza coesistono.

Serate a Villa Cattolica tra fuori concorso e mini talk

La seconda giornata si è chiusa a Villa Cattolica (ore 21,30) con la proiezione fuori concorso di Nel tepore del ballo diretta da Pupi Avati e presentata alla presenza di Massimo Ghini. Il film ha adottato uno sguardo ironico e dissacrante sul mondo della televisione, evidenziandone meccanismi riconoscibili e personaggi, con un taglio che ha dialogato con il pubblico in sala sulle dinamiche del piccolo schermo.

Nella terza giornata l’appuntamento serale è tornato a Villa Cattolica alle 21,00 con un mini talk seguito dalla proiezione di Indivisibili di Edoardo De Angelis. Il confronto ha aperto la lettura del film ambientato a Napoli, centrato su due gemelle siamesi dalla voce straordinaria, e sulla tensione tra libertà personale e sfruttamento familiare. La discussione ha approfondito scelte registiche e nuclei tematici, in linea con la vocazione del festival al dibattito.

Terza giornata: nuovi titoli in concorso e focus tematici

Il terzo giorno ha mantenuto la struttura con proiezioni al Cine Capitol e incontri serali. Alle 15,00 la sezione Approdi ha presentato tre cortometraggi: Bodies of water (Nuova Zelanda, 2026, 9’37”), Lost love (Italia, 2026, 23’) e Song of Silence (Stati Uniti, 2026, 15’06”). Il primo ha indagato il rapporto madre/figlia, ipotizzando come il rifiuto materno prenatale lasci una traccia psichica profonda, con un uso di immagini intime. Il secondo ha seguito il ritorno in Italia di un americano di origine siciliana dopo 50 anni, tra memoria e connessioni intergenerazionali.

Song of Silence ha immaginato un dopoguerra mondiale e un matriarcato muto fondato da un gruppo di donne per ricostruire una comunità segnata da estremismi patriarcali, ponendo al centro il rapporto fra linguaggio potere e rinascita collettiva. La varietà di sguardi ha confermato l’approccio del festival alla selezione breve, capace di combinare generi e provenienze geografiche differenti con attenzione a temi contemporanei.

Alle 16,00 la sezione Maree ha proposto il documentario Nyumba (Italia, 2026, 83’) di Francesco Del Grosso unico film italiano in concorso per i lunghi con il regista presente in sala. Il racconto è tornato a Cutro e ha ripercorso la drammaticità della migrazione con immagini potenti e una struttura scandita dalla Sand Art che sulla spiaggia imprime simboli ed emozioni a dare rilievo a paure, perdite e speranze dei protagonisti.

In programma anche Islands (Germania, 2026, 121’) di Jan-Ole Gerster girato alle Canarie e vicino al thriller psicologico. La storia ha interrogato la scelta di trasferirsi in un luogo da vacanza come via di fuga dalla quotidianità, bilanciando il desiderio di reinvenzione con la solitudine prodotta dall’assenza di legami stabili. Il film ha messo a tema il prezzo dell’evasione e le conseguenze emotive della separazione dalle proprie radici.

Nel corso della terza giornata è intervenuto sul palco Fortunato Cerlino già protagonista del primo giorno, e la sala ha ospitato autori e spettatori per commentare le opere in concorso. L’organizzazione ha ribadito la centralità della varietà, valorizzando corti brevi e lungometraggi di finzione e documentari, con una presenza significativa di titoli italiani e internazionali. Il programma ha così esteso il tracciato della seconda giornata, rafforzando la linea editoriale del festival.

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