La terza giornata del Baarìa Film Festival ha mantenuto l’impegno con un programma serrato, alternando proiezioni pomeridiane al Cine Capitol e un appuntamento serale a Villa Cattolica. Alle 15,00 si è aperta la sezione competizione dei cortometraggi, seguita alle 16,00 dalla selezione di lungometraggi e documentari; la serata ha proposto un mini talk con uno degli ospiti di punta. Sul palco è intervenuto il regista Fortunato Cerlino già protagonista del primo giorno, mentre in sala erano presenti autori e spettatori per commentare le opere in concorso.
Il programma ha messo a confronto produzioni provenienti da diverse aree geografiche, offrendo uno sguardo variegato su tematiche contemporanee: relazioni familiari complesse, esiti di conflitti globali e i percorsi della migrazione. L’organizzazione ha puntato sulla varietà, valorizzando sia corti brevi che lungometraggi documentari e di finzione, con una presenza significativa di titoli italiani e internazionali in gara.
Corti in concorso proiettati al Cine Capitol alle 15,00
La sessione Approdi ha raccolto tre cortometraggi dal respiro internazionale: Bodies of water (Nuova Zelanda, 2026, 9,37 min.), Lost love (Italia, 2026, 23 min.) e Song of Silence (Stati Uniti, 2026, 15,06 min.). In Bodies of water la regista interpreta anche la protagonista e indaga il rapporto madre/figlia, sostenendo che il rifiuto materno, già a livello prenatale, possa imprimere una traccia profonda nella psiche del figlio. Il corto utilizza immagini intime per esplorare questa dinamica familiare.
Temi e approcci dei corti
Lost love racconta il ritorno in Italia di un americano di origine siciliana che dopo 50 anni torna per cercare la donna che aveva lasciato incinta durante la guerra; al suo arrivo trova la nipote, Anna e insieme i due proveranno a colmare solitudini accumulate nel tempo. Il film punta sulla memoria personale e sulle connessioni intergenerazionali. Song of Silence ambientato in un ipotetico dopoguerra mondiale, immagina un matriarcato muto costruito da un gruppo di donne per ricostruire una comunità devastata da estremismi patriarcali del passato, proponendo una riflessione sulla lingua, sul potere e sulla rinascita collettiva.
Lungometraggi e documentario in gara alle 16,00
La sezione Maree ha visto l’apertura con Nyumba (Italia, 2026, 83 min.), un documentario diretto da Francesco Del Grosso unico film italiano in concorso e con il regista presente in sala. Nyumba torna a Cutro e ripercorre la drammaticità della migrazione attraverso immagini potenti: la narrazione procede per scene scandite dalla Sand Art che imprime sulla spiaggia simboli ed emozioni, accompagnando le storie di paure, perdite e speranze dei protagonisti.
In programma anche Islands (Germania, 2026, 121 min.), diretto da Jan-Ole Gerster e girato alle Canarie. Il film si avvicina al genere del thriller psicologico, esplorando la scelta di trasferirsi in un luogo da vacanza come possibile fuga dalla realtà quotidiana: tra desiderio di reinventarsi e la solitudine che deriva dall’assenza di legami stabili, la pellicola interroga il prezzo dell’evasione e le conseguenze emotive della separazione temporanea dalle proprie radici.
Mini talk e proiezione serale a Villa Cattolica alle 21,00
La chiusura della giornata si è svolta a Villa Cattolica dove alle 21,00 si è tenuto un mini talk con il regista Edoardo De Angelis seguito dalla visione del suo film Indivisibili. Ambientato a Napoli il film racconta la storia di due gemelle siamesi dotate di una voce straordinaria: la famiglia circostante vive sfruttando il talento delle ragazze, trattandole come fenomeni da baraccone. Il racconto mette in luce il contrasto tra la ricerca della libertà personale e le dinamiche di sfruttamento, mostrando come i veri “mostri” siano spesso altrove rispetto alle protagoniste.
La serata ha offerto un confronto diretto tra il pubblico e il regista, consentendo di approfondire le scelte registiche e i temi centrali del film. L’appuntamento ha sottolineato l’impegno del festival nel promuovere dibattiti e incontri che arricchiscono la fruizione delle opere, oltre alla mera visione sullo schermo.
Il programma del terzo giorno del Baarìa Film Festival ha quindi messo in luce una varietà di linguaggi cinematografici e contenuti tematici: dalla memoria alla migrazione, dalla ricostruzione sociale post-conflitto fino agli interrogativi sull’identità e la libertà. I titoli proiettati, gli interventi degli autori e le sedi scelte per gli eventi hanno contribuito a definire una giornata intensa e focalizzata sulla capacità del cinema di raccontare storie personali e collettive.



