9 Settembre 2026 ☀ 27°

La Via della Thòlos e la Gurfa di Alia: architettura, luce e tradizione

A partire dalla pubblicazione per il Solstizio d’Estate 2026, questo testo ricostruisce la genesi del libro La Via della Thòlos, il contributo di Guglielmo Bilancioni e le osservazioni sulle ierofanie solari nella Gurfa di Alia, in Sicilia.

HERO · Palermo

Il percorso che ha portato alla pubblicazione de La Via della Thòlos (ed. Pendragon, 2026) nasce da anni di studio e da un incontro decisivo con la figura di Guglielmo Bilancioni. L’indagine si concentra sull’ipogeo della Gurfa di Alia luogo che gli studiosi collegano alla tradizione dei Sicani in Sicilia e che, per la sua stratificazione simbolica, è stato definito evocativamente «più antica degli antichi».

Il libro non si limita a registrare dati archeologici: propone una lettura che mette insieme storia dell’architettura, osservazioni sull’effetto della luce e interpretazioni rituali. In questa sede vengono ricostruiti i passaggi della collaborazione scientifica, le esperienze sul sito e le riflessioni teoriche che hanno supportato l’edizione curata da Bilancioni per la collana Tecnica e Tradizione di Pendragon.

Il ruolo di Guglielmo Bilancioni nella redazione e nella ricerca

La presenza di Guglielmo Bilancioni è stata determinante sia sul piano metodologico sia in termini di divulgazione: docente e saggista dell’Università di Genova direttore editoriale della collana Tecnica e Tradizione ha curato l’edizione e la prefazione dell’opera pubblicata nel 2026. Il suo contributo ha permesso di inserire l’argomento in una cornice più ampia di studio dell’architettura della Tradizione riallacciandosi a temi già affrontati nei suoi precedenti lavori, come Architectura Esoterica (1991) e nella curatela dell’edizione italiana dell’opera di Adrian Snodgrass del 2008.

Nelle attività sul campo, Bilancioni ha partecipato alle osservazioni visive durante i momenti ierofanici; la sua attenzione all’interpretazione simbolica degli spazi ha contribuito a leggere l’ipogeo non solo come struttura megalitica, ma come dispositivo capace di mettere in relazione spazio e tempo sacro.

Iperarchitettura della Gurfa e le Ierofanie del Solstizio

La ricerca ha considerato la Gurfa di Alia come un complesso monumentale connesso a forme di architettura dedalica e con possibili rimandi alla saga protostorica di Dedalo-Kokalos-Minos in Sikania. In particolare, le osservazioni ribadiscono l’importanza delle ierofanie solari osservate al mezzogiorno del Solstizio d’Estate: il 21 giugno 2026 il fenomeno è stato registrato sul sito, e successivamente la presentazione del libro si è svolta proprio per il Solstizio d’Estate 2026.

Questi eventi di luce, penetrando dall’oculus della thòlos, producono una lama che modifica la percezione dello spazio interno, rendendo l’esperienza visiva uno strumento interpretativo per comprendere la funzione rituale degli ipogei. Tali osservazioni sono state documentate fotograficamente durante le apparizioni di luce e sono al centro delle pagine che collegano la pratica costruttiva a una memoria simbolica del territorio.

Documentazione e partecipanti alle osservazioni

Alle attività sul campo hanno preso parte diversi studiosi: accanto a Bilancioni, si citano tra gli interlocutori e i collaboratori Silvana Braida, Mons. Benedetto RoccoPasquale CulottaPrimo VenerosoBent ParodiAurelio PesArmando Sichenze e Alessandro Musco. Anche confronti critici con chi difende posizioni accademiche convenzionali, come Giovanni Mannino, sono stati utili per chiarire i termini del dibattito attorno all’interpretazione della Gurfa.

Il quadro teorico: architettura, tempo e simbolismo

La parte teorica del volume e le riflessioni di Bilancioni si inseriscono in una tradizione di studi che considera l’architettura sacra come un dispositivo capace di tradurre il tempo cosmico in forma costruita. Richiamando gli spunti dell’opera di Snodgrass del 2008 e altri classici del pensiero tradizionale, l’approccio mette in evidenza come orientamenti, geometrie e aperture possano funzionare da cronografi tridimensionali del movimento degli astri.

Il lavoro pubblicato nel 2026 rappresenta quindi un tentativo di integrare dati sul campo, letture storico-architettoniche e osservazioni simboliche, lasciando aperta la possibilità di ulteriori approfondimenti e critiche costruttive. La collaborazione con figure accademiche e culturali ha permesso di porre la Gurfa di Alia al centro di un discorso più vasto sulla memoria architettonica della Sicilia e sulla persistenza di pratiche rituali antiche.

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