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Elezioni amministrative in provincia di Palermo: affluenza, candidati e scenari locali

Un riepilogo dei numeri, dei candidati più osservati e delle curiosità dalla tornata che coinvolge 16 municipalità palermitane

Elezioni amministrative in provincia di Palermo: affluenza, candidati e scenari locali

La tornata delle elezioni amministrative in Sicilia ha visto protagonista la provincia di Palermo, dove sono chiamati alle urne sedici comuni. Le operazioni di voto si sono svolte domenica 24 maggio dalle 7:00 alle 23:00 e proseguono lunedì 25 maggio dalle 7:00 alle 15:00; in caso di necessità il turno di ballottaggio è fissato per il 7 e l’8 giugno. In questa prima fase erano attesi complessivamente 135.413 elettori sul territorio provinciale, un dato che aiuta a valutare la rappresentatività delle amministrazioni che verranno e l’interesse verso le questioni locali.

I risultati provvisori registrati alla chiusura delle urne domenica alle ore 23:00 indicano un’affluenza complessiva del 45,30%, con 61.344 votanti recatisi alle urne fino a quel momento. Tra i comuni spiccano punte molto diverse: il massimo a Aliminusa con il 65,84% e il minimo a Carini con il 34,19%. Rispetto alle tornate precedenti si segnalano variazioni significative: Termini Imerese mostra un incremento del +3,94%, mentre Altofonte registra una flessione marcata di –13,22%. Questi numeri forniscono spunti utili per interpretare dinamiche di mobilitazione e disaffezione.

I numeri dell’affluenza e le loro letture

L’analisi delle percentuali di partecipazione mette a fuoco elementi differenti: il rapporto tra popolazione attiva e preferenza per i candidati locali, la capacità delle coalizioni di catalizzare i consensi e le specificità di ciascun comune. Il dato del 45,30% a livello provinciale, letto insieme agli estremi registrati ad Aliminusa e Carini, suggerisce che in alcuni centri la competizione è stata più incisiva nel coinvolgere gli elettori, mentre in altri fattori come sfiducia o frammentazione degli schieramenti hanno limitato la partecipazione. Il concetto di affluenza qui diventa quindi uno strumento per valutare lo stato di salute della democrazia locale.

Comuni con trend opposti

Il caso di Termini Imerese, con un miglioramento percentuale del +3,94%, può essere letto come segnale di un rinnovato interesse nelle scelte amministrative o di campagne elettorali più efficaci. Al contrario, la perdita di oltre il 13% ad Altofonte evidenzia criticità nella mobilitazione o possibili tensioni locali. Monitorare le urne comune per comune consente di isolare dinamiche territoriali che altrimenti andrebbero perse in una lettura totale.

Le principali contese e i candidati da seguire

Tra i sedici centri in campo troviamo: Aliminusa, Altofonte, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Carini, Godrano, Gratteri, Isola delle Femmine, Lascari, Misilmeri, Polizzi Generosa, Pollina, Santa Cristina Gela, Scillato, Termini Imerese e Villabate. In molti casi si tratta di confronti tra più candidati, in altri di competizioni a due o addirittura di liste con un unico aspirante sindaco.

Termini Imerese, Villabate e Carini: tre scenari diversi

A Termini Imerese l’uscente Maria Terranova tenta la riconferma con il sostegno di M5S, PD e tre liste civiche; la sfida è aperta dall’ex senatore Antonio Battaglia, appoggiato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia con quattro liste, e dall’ingegnere Nicola Mendolia con la lista civica “Più Termini Imerese Controcorrente“. A Villabate la partita vede lo scontro tra il presidente emerito della Corte d’appello Vincenzo Oliveri (86 anni) sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e DC, e Giovanni Pitarresi, appoggiato dalla Lega e vicino al deputato nazionale Davide Faraone, con una composizione di liste molto frammentata. A Carini la competizione è più affollata: la candidata del centrosinistra è l’imprenditrice Valeria Gambino (sostenuta da sei liste tra cui M5S e PD), mentre il centrodestra si è quasi compatto su Rossella Covello (otto liste). Non mancano altre opzioni come Giovanni Gallina sostenuto da tre liste e lo schieramento di Pietro Paolo Pellerito.

Altri casi particolari: ad Aliminusa la competizione segue la scomparsa dell’ex sindaco Michele Panzarella, deceduto lo scorso settembre a 51 anni, e oppone due candidate donne; a Godrano il sindaco uscente Sebastiano Daniele Bellini è unico candidato; a Gratteri la sfida è a tre con la presenza dell’ex deputato nazionale Eugenio Randi, già assessore nella giunta comunale di Palermo guidata da Cammarata. A Polizzi Generosa l’attuale primo cittadino Gandolfo Librizzi è sfidato da Gandolfo Lo Verde, esponente di Controcorrente legato al movimento di Ismaele La Vardera. Infine, comuni come Santa Cristina Gela e Godrano presentano candidature uniche, mentre a Scillato il confronto vede l’uscente Giulio Cortina misurarsi con il già sindaco Gaetano Nicchi.

Cosa accade dopo la chiusura delle urne

Al termine delle operazioni di voto, subito dopo la chiusura delle urne, parte lo spoglio delle schede: i risultati provvisori cominceranno a emergere e permetteranno di capire se saranno necessari il turno di ballottaggio o se qualche sindaco potrà essere proclamato eletto al primo turno. Il calendario previsto prevede il ricorso al ballottaggio il 7 e l’8 giugno per i casi in cui nessun candidato raggiunga la soglia richiesta. In questa fase la verifica dei dati e la lettura delle percentuali di voto saranno fondamentali per interpretare la nuova geografia politica dei comuni palermitani.

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