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Restauro della guglia della chiesa di Loreto a Petralia Soprana: 143.500 euro per il recupero

Annuncio del 25 maggio 2026: un contributo di 143.500 euro permetterà il restauro della guglia maiolicata costruita nel 1850

Restauro della guglia della chiesa di Loreto a Petralia Soprana: 143.500 euro per il recupero

Il piccolo borgo di Petralia Soprana si prepara a ridare volto a uno dei suoi segni più riconoscibili: la guglia della Chiesa di Loreto. L’annuncio ufficiale è stato fatto il 25 maggio 2026 dall’arciprete-parroco Don Calogero Falcone tramite la pagina social della parrocchia Santi Pietro e Paolo, comunicando che è stato stanziato un finanziamento di 143.500 euro per il restauro conservativo.

Si tratta di un intervento atteso da 24 anni, che mira a riportare l’equilibrio estetico del prospetto della chiesa e a preservare un elemento di grande valore storico e identitario per la comunità. L’operazione avrà la supervisione della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo, mentre gli aspetti progettuali hanno visto il coinvolgimento dell’architetto Pietro Di Maria.

Caratteristiche dell’intervento e valore storico

La guglia interessata dal cantiere è quella di sinistra, realizzata nel 1850 e rivestita con mattoni policromi e maioliche che ne definiscono l’aspetto estetico. L’intervento previsto è un restauro conservativo, pensato per consolidare le strutture, ripristinare le superfici decorate e proteggere l’elemento dall’usura del tempo e dagli agenti atmosferici. In questo contesto il termine restauro conservativo indica un insieme di tecniche volte a mantenere il più possibile i materiali originali, riducendo al minimo le integrazioni invasive.

Materiali e stato di conservazione

La guglia sinistra, essendo stata eretta nel XIX secolo, mostra segni di deterioramento tipici delle superfici maiolicate e dei rivestimenti in laterizio: fessurazioni, perdita di parti di intonaco e scalfitture delle maioliche. Il progetto di restauro includerà il consolidamento dei materiali lapidei e ceramici, la pulitura delle superfici e il rifacimento puntuale delle parti compromesse. Qui maiolica assume il ruolo di elemento distintivo, e per questo ogni intervento sarà condotto rispettando le tecniche tradizionali per mantenere l’autenticità dell’opera.

Iter amministrativo e finanziamento

Il fondo di 143.500 euro garantirà l’avvio dei lavori che saranno appaltati e affidati dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo. Questo passaggio assicura che l’operazione rispetti le normative sulla tutela dei beni culturali e segua criteri tecnico-scientifici validati. L’iter amministrativo comprende la progettazione esecutiva, le analisi preliminari dei materiali, la redazione del capitolato e la gara d’appalto che selezionerà le maestranze specializzate in restauro storico.

Ruoli istituzionali e professionali

Oltre alla Soprintendenza, il restauro vede il coinvolgimento diretto della parrocchia e delle istituzioni locali. Il sindaco Pietro Macaluso ha espresso soddisfazione per l’esito della procedura, evidenziando il valore culturale e identitario del progetto per la comunità. Don Calogero Falcone ha ringraziato pubblicamente l’architetto Pietro Di Maria e l’assessore regionale per i Beni culturali e l’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, sottolineando che questo intervento è il primo di una serie mirata a valorizzare il patrimonio della parrocchia.

Impatto sulla comunità e prospettive future

Il restauro della guglia non è soltanto un lavoro di muratura e pulitura: rappresenta un segnale di cura verso il tessuto urbano e una scommessa sul turismo culturale. Restituire il prospetto della chiesa alla sua completezza, con entrambe le guglie visibili — la sinistra del 1850 e la destra, più antica, del 1730 — significa rafforzare l’immagine del borgo e valorizzare le identità locali. Per i residenti e per i visitatori sarà possibile ammirare nuovamente un elemento che contribuisce a definire il skyline del paese.

Infine, il parroco ha annunciato che il progetto proseguirà con ulteriori interventi su altre opere architettoniche custodite dalla parrocchia, in un percorso di tutela e valorizzazione duraturo. L’attenzione congiunta di istituzioni, professionisti e comunità locale conferma come il restauro possa essere uno strumento di riqualificazione e memoria collettiva, capace di unire competenze tecniche e sensibilità culturali.

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