26 Maggio 2026 ☀ 24°

Rivoluzione al Milan: esonero di Allegri e addii ai vertici dirigenti

Il Milan ha deciso un cambio di rotta netto: esonerato Massimiliano Allegri, sollevati dall'incarico anche Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada; la società parla di stagione fallimentare e apre a una profonda riorganizzazione

Rivoluzione al Milan: esonero di Allegri e addii ai vertici dirigenti

Il Milan ha avviato una vera e propria rivoluzione societaria: la squadra e la dirigenza saranno ricostruite dopo il mancato accesso alla Champions League. Con un comunicato ufficiale diffuso il 25 maggio 2026 la proprietà ha reso noti i provvedimenti più rilevanti, tra cui l’esonero dell’allenatore Massimiliano Allegri e la fine del rapporto con tre figure apicali della gestione sportiva.

La decisione arriva a valle di una stagione che, dopo momenti di alta ambizione, si è conclusa con risultati al di sotto delle aspettative. Il club ha giudicato l’ultima partita e il rendimento finale come elementi che hanno trasformato le ambizioni stagionali in un insuccesso da cui rendere conto e dal quale ripartire con un progetto completamente nuovo.

La comunicazione del club e i motivi ufficiali

Nella nota ufficiale la proprietà ha sottolineato che l’obiettivo minimo per la stagione era il ritorno in Champions League e la costruzione di basi solide per competere stabilmente ai vertici della Serie A. Il mancato raggiungimento di questo traguardo, ribadito come inaccettabile, ha portato alla scelta di un cambiamento netto. Il club ha parlato apertamente di una chiusura del ciclo e della necessità di una ristrutturazione complessiva del settore sportivo per evitare il ripetersi degli stessi errori.

Il peso della partita finale

La sconfitta interna contro il Cagliari nell’ultimo turno è stata percepita come il punto di non ritorno: un ko che ha vanificato quanto costruito nel corso dei mesi e ha impedito la qualificazione europea, traguardo che avrebbe attivato clausole contrattuali specifiche. Il clima allo Stadio San Siro dopo il fischio finale, con contestazioni del pubblico verso squadra e management, ha ulteriormente accelerato le scelte della proprietà.

Persone coinvolte e impatto sugli organigrammi

Oltre a Massimiliano Allegri, al quale la società ha deciso di interrompere il rapporto, sono stati sollevati dall’incarico il direttore generale Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare e il direttore tecnico Geoffrey Moncada. La scelta interessa i ruoli chiave che fino a oggi hanno gestito mercato, strategia tecnica e operatività quotidiana, segnando un cambio profondo nell’organigramma.

Figure che restano e possibili eccezioni

Sono rimaste alcune eccezioni: il consulente del club Zlatan Ibrahimovic è confermato nella sua posizione, diventando uno dei pochi punti fermi in un momento di transizione. La proprietà, identificata con il gruppo RedBird e il suo rappresentante Gerry Cardinale, dovrà ora scegliere i nuovi profili per ridisegnare l’area tecnica e sportiva.

Bilancio della stagione e prospettive future

La stagione era iniziata con ambizioni ambiziose: dopo la promozione di idee e risultati positivi in diversi momenti, il club aveva sperato anche nello scudetto. Tuttavia la seconda parte del campionato è stata definita altalenante e, soprattutto, inadeguata al raggiungimento dell’obiettivo minimo. L’allenatore, tornato al club nel maggio 2026 dopo la prima esperienza tra il 2010 e il 2014, perde così la guida tecnica prima dell’eventuale estensione del contratto prevista in caso di qualificazione.

Il futuro prossimo vedrà il Milan impegnato nella ricerca di una nuova direzione: i nomi dei successori saranno comunicati “a tempo debito”, come ha specificato il club, mentre sul fronte contrattuale resta il dato che il rapporto con Allegri prevedeva clausole legate ai risultati e una scadenza fissata al 30 giugno 2027. Le prossime settimane saranno decisive per capire il profilo dell’allenatore e dei dirigenti che dovranno ricostruire un progetto competitivo e sostenibile.

In sintesi, il Milan ha scelto una svolta drastica: tagli netti nella guida tecnica e nella dirigenza con l’obiettivo di ricostruire le fondamenta sportive e tornare a competere stabilmente nelle massime competizioni europee.

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