26 Maggio 2026 ☀ 24°

Vittoria netta a Enna: Crisafulli sindaco e tensioni nel Pd siciliano

Crisafulli ottiene una vittoria schiacciante a Enna con oltre il 60%: il trionfo rafforza la sua leadership locale e rilancia la polemica interna al Partito Democratico

Vittoria netta a Enna: Crisafulli sindaco e tensioni nel Pd siciliano

La riconquista della poltrona di sindaco a Enna da parte di Mirello Crisafulli ha il sapore di una rivincita politica. Con una campagna che ha fatto leva sulla sua storia personale e sulla memoria della tradizione progressista cittadina, Crisafulli ha raccolto un risultato netto e popolare, piazzandosi ben oltre la soglia della maggioranza. Il dato elettorale principale — 64,1% dei voti maturati al primo turno — non è solo una percentuale: è la somma di candidature, liste civiche e di una mobilitazione locale che ha saputo superare l’assenza di un elemento simbolico tradizionale.

Alla base del successo c’è anche la scelta di presentarsi con una coalizione di cinque liste che hanno sostenuto il suo percorso amministrativo, tra cui la lista Enna Democratica, che volutamente richiamava nei colori e nella grafica il Partito Democratico. Il risultato si traduce in un margine ampio rispetto al candidato di centrodestra Ezio De Rose, fermo intorno al 32,2%, mentre la terza candidatura di Filippo Fiammetta non è mai stata realmente competitiva. Il conteggio parla di quasi diecimila voti raccolti dall’ex senatore, cifra che certifica la portata della sua affermazione locale.

Il quadro numerico e il contesto elettorale

Dal punto di vista statistico la tornata a Enna appare come una vittoria netta e inequivocabile: la coalizione di Crisafulli, sommando i consensi delle liste a sostegno, ha superato una soglia di consenso che garantisce piena governabilità. Il dato percentuale che lo vede al 64,1% rispetto al 32,2% del diretto avversario è funzionale a leggere non solo una preferenza personale ma anche una capacità organizzativa sul territorio. L’esito elettorale si presta a una lettura duplice: da un lato la conferma di un radicamento storico nel bacino elettorale, dall’altro la capacità di attrarre voti pur senza l’appoggio ufficiale del Partito Democratico.

Le liste e la questione del simbolo

Il rifiuto del simbolo del Pd alla candidatura di Crisafulli ha rappresentato un tema ricorrente della campagna. Secondo lo stesso protagonista, la negazione del simbolo ha paradossalmente favorito la sua candidatura: «Hanno fatto bene, così abbiamo preso più voti», ha sintetizzato la strategia politica. La presenza di una lista come Enna Democratica, che richiamava visivamente il Pd, ha contribuito a trasferire agli elettori l’idea di continuità con la tradizione della sinistra cittadina, senza formalizzare l’etichetta nazionale. Questa dinamica ha rimescolato le carte e mostrato come, in ambito locale, il radicamento personale e la costruzione di coalizioni possano pesare più del marchio di partito.

Le conseguenze per il Partito Democratico in Sicilia

Il successo di Crisafulli non ha tardato a produrre effetti interni al Pd regionale: la vittoria viene interpretata da più parti come vittoria personale e al tempo stesso come segnale di criticità nella gestione del partito. Il segretario regionale Anthony Barbagallo ha sottolineato come il dato certo sia la sconfitta del centrodestra a Enna, riconoscendo però anche il ruolo determinante dell’esperienza personale di Crisafulli. Questa lettura non ha tuttavia spento le critiche interne, anzi ha accelerato una resa dei conti politica fra correnti e dirigenti locali che ora chiedono valutazioni e cambi di passo.

Reazioni e tensioni tra le correnti

Le prese di posizione arrivate dopo lo scrutinio sono state nette: figure come Antonio Rubino hanno accusato la segreteria regionale di aver perso terreno, mentre il deputato regionale Fabio Venezia, vicino a Crisafulli, ha rivendicato la compattezza del gruppo ennese e invitato Barbagallo a non intervenire sulle dinamiche locali. Venezia ha altresì alluso ad altri capitoli regionali, richiamando l’attenzione sul caso di Randazzo e sulla candidatura di Gianluca Anzalone, inserito nella lista degli «impresentabili», e sui risultati insoddisfacenti in alcune province. Le critiche arrivano dunque da più lati, con richieste di unità e di cambiamento per il futuro del partito in Sicilia.

Il significato politico del ritorno di Crisafulli

Al di là delle polemiche, il ritorno di Crisafulli a Palazzo di città assume il valore di una riconferma dello spazio politico che la sua figura occupa a Enna: ex senatore, erede della tradizione del Pci e personaggio noto nel panorama siciliano, ha usato la vittoria per ribadire la propria identità politica e il legame con la storia progressista locale. Sul piano amministrativo, il neo sindaco ha già annunciato priorità come il sostegno al Policlinico universitario e la gestione delle emergenze quotidiane, proponendo una stagione di lavoro intenso per affrontare una città che — a suo dire — necessita di un nuovo inizio. Il risultato aprirà inevitabilmente un confronto sul futuro del Pd in Sicilia e sulle leadership locali.

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