Il 26 maggio 2026, presso il Centro Studi di Nisida, è stato presentato un programma pubblico-privato dedicato alla salute visiva dei minori detenuti. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Ministero della Giustizia e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia ed è stata annunciata alla presenza del ministro Carlo Nordio, del sottosegretario Andrea Ostellari e di altre autorità giudiziarie e sanitarie. L’obiettivo dichiarato è trasformare un intervento sanitario in un’occasione concreta di riabilitazione e di prospettiva per i ragazzi coinvolti.
Il progetto prevede screening oculistici gratuiti e la fornitura di occhiali da vista a chi ne avrà bisogno, partendo dall’istituto penale per i minorenni di Nisida e proseguendo su un calendario che toccherà Catanzaro, Milano e Palermo. Un’équipe sanitaria guidata da Vincenzo Orfeo coordinerà le attività, con la presenza di un medico oculista e di un ortottista chiamati a visitare circa 70 giovani nei giorni dedicati all’intervento. La dimensione pratica si integra con una visione più ampia di tutela e inclusione.
Obiettivi e significato sociale
Il progetto è pensato non solo come intervento sanitario ma come leva per il reinserimento sociale dei minori. Secondo quanto dichiarato da rappresentanti istituzionali, è fondamentale che chi esce dalle strutture detentive non resti marchiato dalla esperienza penale: il percorso di cura e di accompagnamento può ridurre gli ostacoli al ritorno nella comunità. In questo contesto la sanità visiva diventa un strumento di dignità capace di incidere sull’accesso allo studio, al lavoro e alla socialità quotidiana.
Diritti e dignità
Per la Fondazione OneSight EssilorLuxottica la salute visiva rappresenta un vero e proprio diritto e un’opportunità di inclusione. Le parole del segretario generale Andrea Rendina hanno sottolineato come la consegna di occhiali non sia un gesto simbolico fine a sé stesso, ma un segnale tangibile di fiducia e di investimenti nelle potenzialità dei giovani. Questa prospettiva riqualifica l’intervento sanitario come parte integrante dei percorsi educativi e riabilitativi all’interno degli istituti.
Il protocollo e il ruolo delle istituzioni
Il programma si inserisce in un protocollo d’intesa tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e la Fondazione OneSight. Secondo il capo del Dipartimento, Antonio Sangermano, il valore dell’accordo risiede nella capacità di mettere al centro la cura del dolore e della vulnerabilità che il carcere contiene, affidando a operatori pubblici e privati la responsabilità di processi strutturati di socializzazione, sicurezza e responsabilità. Il protocollo mira pertanto a integrare risorse e competenze per generare percorsi sostenibili e misurabili.
Modalità operative
Sul piano operativo, l’équipe coordinata da Vincenzo Orfeo effettuerà visite oculistiche e test specifici, con l’obiettivo di diagnosticare difetti visivi e fornire soluzioni immediate. L’intervento contempla il lavoro congiunto di medico oculista e ortottista, la selezione degli ausili più appropriati e la consegna gratuita degli occhiali grazie al contributo della Fondazione. La prima fase coinvolgerà circa 70 ragazzi a Nisida; le tappe successive, previste in altre città, estenderanno la portata dell’iniziativa.
Iniziative collaterali e prospettive future
La giornata di presentazione è stata integrata da iniziative collaterali: in serata il ministro è atteso a “La Notte dei Leoni” allo stadio Diego Armando Maradona, un evento benefico patrocinato dal Ministero che finanzierà la ristrutturazione del teatro dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida e sostenere la ricerca pediatrica della Fondazione Santobono Pausilipon. Questo tipo di sinergie mostra come interventi sanitari e culturali possano convergere per creare opportunità di crescita e recupero.
In chiusura, il progetto vuole dar voce a una speranza concreta: restituire strumenti pratici e fiducia ai giovani detenuti affinché possano accedere a percorsi educativi e professionali, riducendo il rischio di recidiva. La collaborazione tra Stato, imprese e terzo settore rappresenta qui un modello replicabile, dove la salute visiva diventa un punto di partenza per ripensare politiche di giustizia minorile più efficaci e umane.