Un episodio di violenza ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine nella serata del 26 agosto 2026: un uomo di 42 anni si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia con una ferita al polso che i sanitari hanno giudicato sospetta. La vicenda ha preso una piega investigativa quando gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura hanno iniziato a cercare, nei vari pronto soccorso della città, una persona potenzialmente ferita da un colpo d’arma da fuoco.
Nel frattempo, in prossimità di via Rocky Marciano allo Zen gli operatori intervenuti a seguito di segnalazioni al 112 hanno repertato alcuni elementi utili alle indagini: sono stati sequestrati dei bossoli e rilevate delle tracce ematiche su cui la Polizia Scientifica sta effettuando accertamenti. L’obiettivo è stabilire se quei reperti siano collegati al ricovero del 42enne.
Ricovero a Villa Sofia e primo interrogatorio del 42enne
Secondo quanto ricostruito, il 42enne avrebbe raggiunto Villa Sofia a bordo della propria autovettura accompagnato da un familiare, riferendo ai medici di essersi ferito in casa con del vetro, forse un bicchiere. La lesione al polso destro, però, è apparsa ai sanitari più compatibile con una ferita da difesa, come se la vittima si fosse opposta a un attacco. Intorno alle 22.30 gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale si sono presentati in ospedale per sentire il paziente e valutare possibili collegamenti con gli spari segnalati nella zona.
Verifiche e rilievi sanitarî
Il personale medico ha svolto la prima assistenza e ha segnalato la possibile inconsistenza della dinamica raccontata al triage. Gli investigatori, dopo aver raccolto le prime informazioni, hanno avviato un dialogo con il ferito per chiarire se intendesse confermare la versione dell’incidente domestico o fornire altri dettagli. Al momento non è disponibile una ricostruzione definitiva resa pubblica dalle autorità su quanto dichiarato dal 42enne.
Sequestri e attività della Polizia Scientifica nello Zen
Sul luogo segnalato in via Rocky Marciano gli operatori hanno repertato diversi elementi materiali: oltre a bossoli, gli agenti hanno rinvenuto tracce di sangue che sono state affidate alla Polizia Scientifica di Matera e alla Polizia Scientifica di Bari per analisi comparativa. Gli esami balistici e quelli sui riscontri ematici avranno un ruolo chiave nel determinare la natura dell’evento e l’eventuale collegamento con il ricovero avvenuto a Villa Sofia.
Gli accertamenti comprendono la catalogazione dei reperti e la loro analisi tecnico-scientifica per stabilire, tra l’altro, l’eventuale calibro e la corrispondenza di bossoli ed ogive con armi specifiche, nonché l’identificazione della fonte delle tracce ematiche. Questi elementi saranno fondamentali per comprendere se si sia trattato di una aggressione armata, di una colluttazione con spari o di un episodio diverso.
Contesto regionale: altri episodi e indagini in corso
Il caso allo Zen si inserisce in un contesto di attenzione per episodi armati avvenuti in regioni vicine e che hanno visto un’azione investigativa articolata. A titolo di fatti accertati, il 24 agosto 2026 è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone per un agguato armato verificatosi il 17 nel complesso residenziale Parco Venusio in via Germania a Matera. In quell’episodio una coppia era stata raggiunta da almeno cinque colpi sparati con armi lunghe; un proiettile aveva ferito alla caviglia la donna alla guida, che era comunque riuscita a ripararsi nel tunnel di accesso ai garage.
Le indagini collegabili a quel fatto hanno richiesto l’analisi di immagini di videosorveglianza, dati GPS di veicoli, tabulati telefonici e rilievi balistici, con rilevazioni che hanno consentito di collegare bossoli rinvenuti in un’autovettura rubata ai colpi esplosi sul luogo dell’aggressione. Tali procedure investigative illustrano il tipo di riscontri che le forze dell’ordine stanno cercando anche nel caso dello Zen



