Un’operazione della Polizia di Frontiera di Palermo ha portato alla luce un sofisticato traffico di auto di lusso rubate e clonate, destinate al mercato nero tunisino. Le indagini hanno permesso di sequestrare veicoli di alta gamma, tra cui una Bmw Xm 50 con targa provvisoria olandese, che erano stati imbarcati a Salerno con destinazione Tunisi.
L’operazione, coordinata dal primo dirigente Manfredi Borsellino, ha visto gli agenti della Polizia di Frontiera marittima di Palermo concentrarsi sui controlli dei passeggeri, dei bagagli e dei mezzi sospetti in transito dallo scalo marittimo del capoluogo siciliano. L’attenzione si è focalizzata sui telai punzonati del vano motore e sui documenti di circolazione, rivelando una serie di irregolarità che hanno portato al sequestro dei veicoli.
L’analisi dei veicoli e la scoperta della clonazione
Le autovetture, apparentemente in regola, sono state sottoposte a un’analisi approfondita che ha evidenziato l’assenza di alcuni elementi di sicurezza fondamentali, come l’Elemento Otticamente Variabile (Ovi) posto nella facciata posteriore. Questo chip, spesso manomesso e sostituito, è un indicatore chiave della clonazione dei veicoli.
Le targhe immatricolate all’estero sono risultate associate al modello di autovettura, ma con un telaio e un numero seriale diverso da quello registrato nella banca dati. Attraverso controlli incrociati con il Sistema di Interconnessione dei Dati (Sdi), è emerso che i veicoli erano stati rubati. Gli agenti hanno esaminato le targhette adesive sui montanti delle portiere, che riportano i codici dei telai, e hanno riscontrato discrepanze nei dati relativi alla storia del veicolo.
I dettagli della clonazione
In uno dei veicoli sequestrati, una Toyota Lexus è stata accertata la clonazione del telaio. L’analisi ha rivelato plastiche laterali del cruscotto divelte, fuoriuscita di cavi sotto lo sterzo, targhette adesive identificative scollate e assenza dei requisiti di sicurezza delle etichette identificative sugli sportelli. Inoltre, i documenti di circolazione erano compilati in maniera errata e sul parabrezza erano presenti adesivi in lingua italiana, nonostante il veicolo recasse targa e documenti di un altro paese.
I controlli incrociati tramite le banche dati hanno evidenziato che la serie del telaio si riferiva a un’altra autovettura identica, della stessa marca e colore, ma con una diversa targa e di proprietà di un cittadino italiano ignaro della situazione. Oltre alle vetture, sono stati sequestrati anche i documenti di circolazione dei mezzi clonati, risultati contraffatti e alterati.
Le denunce e le implicazioni del traffico
Due cittadini libici, di cui uno di origini maltesi, sono stati denunciati per riciclaggiofalso e contraffazione. L’operazione ha messo in luce un traffico internazionale di auto di lusso rubate e clonate, destinate al mercato nero tunisino, dove questi veicoli trovano facile collocazione.
L’operazione della Polizia di Frontiera di Palermo rappresenta un importante colpo inferto a questa rete criminale, dimostrando ancora una volta l’importanza dei controlli rigorosi e delle indagini approfondite per contrastare il traffico di beni di lusso rubati e clonati.



