14 Settembre 2026

Caldo estremo in Sicilia: rinvii e didattica a distanza nelle scuole

In alcuni comuni della Sicilia, l'inizio delle lezioni è stato posticipato a causa delle alte temperature e delle carenze strutturali degli edifici scolastici.

Caldo estremo in Sicilia: rinvii e didattica a distanza nelle scuole

In Sicilia, l’inizio dell’anno scolastico è stato segnato da decisioni straordinarie a causa delle elevate temperature e delle carenze strutturali degli edifici scolastici. Diversi comuni hanno dovuto rinviare l’apertura delle scuole o adottare misure speciali per garantire la sicurezza e il benessere degli studenti.

Il caldo eccezionale ha spinto i sindaci di alcuni comuni a prendere provvedimenti urgenti. A Rosolini e Pachino, in provincia di Siracusa, le lezioni sono state rinviate al 21 settembre. Anche a Palermo, il sindaco Roberto Lagalla ha stabilito che le scuole chiuderanno in caso di bollino rosso per il caldo, con la possibilità di ricorrere alla didattica a distanza.

Le ragioni del rinvio delle lezioni

Le ordinanze dei sindaci di Pachino e Rosolini hanno evidenziato la difficoltà di svolgere lezioni con alte temperature a causa della mancanza di impianti di climatizzazione adeguati. Inoltre, le elevate temperature e l’umidità hanno favorito la proliferazione di insetti e parassiti, rendendo necessarie disinfestazioni e derattizzazioni negli edifici scolastici.

A Palermo, il sindaco Lagalla ha disposto che, in caso di bollino rosso le scuole chiuderanno, ma potranno continuare le lezioni tramite didattica a distanza. Tuttavia, solo poche scuole sono dotate di impianti di climatizzazione, rendendo questa misura necessaria per la maggior parte degli istituti.

La situazione degli edifici scolastici in Sicilia

Secondo i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica solo il 6,4% degli edifici scolastici in Sicilia è dotato di impianti di condizionamento, un dato inferiore alla media nazionale del 7,4%. La gestione degli edifici scolastici spetta a comuni, province e città metropolitane, ma spesso mancano i fondi necessari per l’installazione e la manutenzione degli impianti.

Il ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione 20 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di raffreddamento, ma questa somma è insufficiente per affrontare il problema su larga scala. I fondi equivalgono a circa 2.700 euro per ogni istituto, 440 euro per ogni plesso e 55 euro per ogni classe, una cifra che permette al massimo l’acquisto di ventilatori o climatizzatori mobili.

Esempi virtuosi e soluzioni alternative

Nonostante le difficoltà, ci sono esempi virtuosi di scuole che hanno affrontato il problema del caldo con successo. A Montedoro, un piccolo comune in provincia di Caltanissetta, l’istituto comprensivo è interamente climatizzato grazie a un finanziamento del ministero dell’Ambiente. Questo ha permesso di garantire un ambiente confortevole per gli studenti, sia d’inverno che d’estate.

Il sindaco di Montedoro, Renzo Bufalino, ha sottolineato l’importanza di garantire il diritto allo studio in condizioni di benessere, indipendentemente dalle temperature esterne. L’impianto fotovoltaico installato nell’istituto permette di risparmiare sui costi energetici, rendendo l’investimento a costo zero.

Mentre alcuni comuni cercano di affrontare l’emergenza caldo con misure straordinarie, altri stanno cercando soluzioni a lungo termine per migliorare le condizioni degli edifici scolastici. La situazione attuale evidenzia la necessità di investimenti più consistenti per garantire un ambiente di apprendimento sicuro e confortevole per tutti gli studenti.

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