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Crescita del gioco online in Sicilia: Patti al primo posto per volume pro capite

Il Libro nero dell'azzardo 2026 mette in luce l'espansione del gioco online in Italia e in Sicilia, con Patti al vertice per giocato pro capite e centri come Partinico e Belmonte Mezzagno tra i casi più preoccupanti; il rapporto denuncia inoltre un oscuramento informativo che complica i controlli

Crescita del gioco online in Sicilia: Patti al primo posto per volume pro capite

Il rapporto Libro nero dell’azzardo 2026, curato da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL, fotografa un mercato che nel 2026 ha raggiunto quota 165 miliardi di euro di raccolta complessiva. Il documento sottolinea come la crescita sia trainata soprattutto dal canale online, con ricadute economiche e sociali significative per le famiglie e per il tessuto locale.

Nella lettura del rapporto, la Sicilia emerge come una delle regioni con la maggiore incidenza del fenomeno digitale insieme alla Campania. Gli estensori denunciano inoltre un progressivo oscuramento informativo da parte delle autorità che rende più difficoltoso monitorare i flussi di denaro e identificare possibili infiltrazioni criminali.

Distribuzione territoriale e primati inquietanti

Analizzando i dati provinciali, tutti i capoluoghi siciliani mostrano volumi pro capite nella fascia 18-74 anni superiori alla media nazionale di 2.365,81 €: Messina 4.355,54 €, Siracusa 4.327,89 €, Catania 4.015,81 €, Palermo 3.828,74 €, Trapani 3.289,11 €, Agrigento 2.685,11 €, Enna 2.491,72 €, Ragusa 2.403,21 € e Caltanissetta 2.367,57 €. Questi numeri fotografano una diffusione capillare del gioco d’azzardo online sull’isola.

I comuni con i volumi più elevati

Tra i comuni con oltre 10.000 abitanti, il caso più eclatante è Patti (ME) con un giocato pro capite di 7.714,94 €. Seguono centri come Pozzallo (RG) 5.671,35 €, Lipari (ME) 5.445,76 €, Partinico (PA) 4.905,53 € e Belmonte Mezzagno (PA) 4.790,17 €. Altri comuni rilevanti includono Priolo Gargallo, Ficarazzi, San Gregorio di Catania, Floridia e Trabia, tutti con valori ben al di sopra della media nazionale.

Legami con la criminalità e meccanismi di riciclaggio

Un elemento ricorrente nel report è la sovrapposizione tra i comuni con volumi anomali di giocato e quelli colpiti da provvedimenti per infiltrazioni mafiose o con beni confiscati. Secondo gli autori, questa coincidenza suggerisce che il gioco online venga usato come canale per il riciclaggio di denaro sporco: il contante di origine illecita viene trasformato in crediti di gioco e poi recuperato attraverso le vincite, che appaiono come somme con origine legale.

Il funzionamento pratico

Il meccanismo descritto è semplice nella logica: si acquistano crediti con denaro contante in punti fisici, si partecipa a giochi online e si incassano vincite che possono essere trasferite su conti correnti. I crediti vengono venduti nei cosiddetti PVR (punti vendita di ricarica) e la differenza tra denaro immesso e somme restituite consente di «ripulire» i flussi pagando commissioni variabili. Il rapporto evidenzia che questo schema è facilitato dalla mancanza di trasparenza e dalla limitata pubblicazione di dati territoriali.

Trend nazionali e misure normative

Il quadro nazionale conferma un quadro in crescita: il gioco online è aumentato del 9,5% nel 2026 rispetto all’anno precedente, mentre il canale fisico ha registrato una flessione del -1,3%. Rispetto al 2018 il settore online è cresciuto del 221% e conta quasi 5 milioni di giocatori attivi; le attività come casino e poker valgono circa 81 miliardi. Nel 2026 la raccolta complessiva rappresenta il 7,3% del Pil e supera voci di spesa pubblica come il Fondo sanitario nazionale stimato in 26 miliardi. Le perdite nette sfiorano i 22 miliardi, pari al 2% del reddito complessivo degli italiani.

A livello territoriale, la Lombardia è la regione con la raccolta più alta (26 miliardi), seguita da Campania (21,6 miliardi), Lazio (17,4 miliardi) e Sicilia (16,2 miliardi); tra le città metropolitane spiccano Roma (12,8 miliardi), Napoli (11,5 miliardi) e Milano (9,4 miliardi).

Sul piano regolatorio è entrato in vigore il decreto di riordino che limita le ricariche nei PVR a 100 euro a settimana per conto di gioco (DL. 41/2026, operativo dal 13 maggio 2026). Tuttavia, gli autori del rapporto avvertono che la misura potrebbe essere aggirata attraverso la moltiplicazione dei conti di gioco, lasciando aperta la questione del contrasto efficace al fenomeno.

Federconsumatori Sicilia, con il presidente Alfio La Rosa, ha richiamato l’attenzione sulle anomalie rilevate e ha chiesto interventi più decisi: secondo l’associazione, non si tratta di una semplice questione di dipendenza individuale, ma di una problematica sistemica che richiede misure di controllo della trasparenza dei flussi e azioni per impedire l’uso del gioco come strumento di riciclaggio.

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