Negli ultimi giorni, diverse segnalazioni di polvere grigia si sono moltiplicate nei quartieri di Capaci e Isola delle Femmine, facendo riemergere preoccupazioni sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza dei cittadini. I residenti, le associazioni di quartiere e alcune realtà scolastiche hanno denunciato la presenza di residui su auto, balconi e superfici pubbliche, chiedendo interventi rapidi delle autorità sanitarie.
Il deputato regionale del Partito Democratico, Mario Giambona, ha risposto alla domanda crescente chiedendo all’Asp di Palermo e ad ARPA Sicilia di avviare subito un nuovo ciclo di campionamenti. Secondo Giambona, l’emergenza non può più attendere studi sporadici ma necessita di controlli permanenti e scientificamente validi per valutare l’effettiva minaccia alla salute pubblica.
Le indagini precedenti e il punto di partenza della domanda
Giambona ha ricordato che, già qualche mese fa, ARPA Sicilia aveva pubblicato una relazione in cui si evidenziava la presenza di materiale di natura cementizia in prossimità dell’impianto industriale, con campionamenti effettuati sui balconi della scuola “Francesco Riso”. Tale studio, richiesto dallo stesso deputato, aveva mostrato che le particelle sottili si depositavano a pochi metri dalla fonte, sollevando dubbi sulla tutela dell’ambiente scolastico.
«Non partiamo da zero», ha sostenuto Giambona, «dobbiamo capire se quello che stiamo vedendo ora è la prosecuzione dello stesso fenomeno o un nuovo episodio». Una risposta rapida è fondamentale, soprattutto perché la scuola ha riaperto e quotidianamente bambini e adolescenti trascorrono ore all’aperto a contatto diretto con l’ambiente circostante.
Verso un sistema di monitoraggio continuo
Il deputato ha sottolineato che le misure di contenimento finora implementate non sembrano sufficienti, dato il ripetersi delle ricadute di polvere nelle aree residenziali. Per questo, Giambona propone di passare da verifiche occasionali a un vero e proprio sistema di monitoraggio permanente con punti di campionamento fissati secondo criteri scientifici, capaci di rilevare sia polveri sottili sia particelle più pesanti.
In tale schema, l’onere del controllo non dovrebbe più ricadere sui cittadini, ma sull’impianto stesso, che dovrebbe autoregolararsi in base ai parametri ambientali. Giambona ha inoltre richiesto un nuovo incontro con le aziende coinvolte, evidenziando che queste non avrebbero mai ricevuto la relazione di ARPA Sicilia, come invece era stato loro comunicato il 30 giugno.
Per garantire trasparenza, il deputato ha annunciato che valuterà la convocazione in IV Commissione di tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di fare piena luce sulle responsabilità e definire soluzioni operative. La richiesta è chiara: interventi immediati, dati certi e un monitoraggio costante per tutelare la salute dei residenti di Capaci e Isola delle Femmine.



