Il Comune di Palermo ha deciso di non procedere con il progetto di partenariato pubblico-privato per la cybersicurezza proposto da una società estera. La decisione è stata formalizzata con il D.S. n. 50/1.07.2025, che ha dichiarato il preliminare interesse pubblico ma ha anche evidenziato la non conformità del progetto alle esigenze degli uffici comunali competenti.
Da più di un anno, Rifondazione comunista Palermo metteva in guardia su possibili rischi legati a una gestione esterna dei dati sensibili della città. I cosegretari Ramon La Torre e Barbara Evola avevano più volte sottolineato l’inadeguatezza di una simile iniziativa, citando anche le parole dell’ambasciatore israeliano dopo un incontro segreto con il sindaco Lagalla in cui si era discusso di collaborazioni in ambito digitale.
Decisione della giunta comunale di Palermo
La delibera della giunta, firmata dal sindaco e dal team esecutivo, ha respinto la proposta con la motivazione che il progetto “non è in linea con le esigenze espresse dagli Uffici competenti dell’Amministrazione Comunale”. La valutazione ha evidenziato una visione limitata della cybersecurity come mera prestazione di servizio, priva di una strategia a lungo termine e basata esclusivamente su criteri tecnico-economici.
Motivazioni amministrative e tecnico-economiche
Nel documento di deliberazione si legge che la proposta non rispondeva alle linee guida operative definite dalla Sispi e dalle altre società comunali competenti. Il ragionamento sottolinea che, senza un coordinamento interno, il partenariato avrebbe potuto compromettere la capacità della città di garantire un uso democratico e rispettoso dei principi costituzionali dei sistemi informatici.
Reazione e proposte di Rifondazione comunista Palermo
I porte-voce del movimento, Ramon La Torre e Barbara Evola hanno accolto la bocciatura ma hanno rimarcato che il rifiuto non è stato motivato da ragioni etiche, bensì da una suposta inadeguatezza tecnica. Per loro, cybersicurezza e innovazione tecnologica sono settori strategici e strumenti di geopolitica solo la gestione pubblica può garantire che questi strumenti siano al servizio dei cittadini.
Prospettive per la gestione dei servizi di cybersicurezza
Rifondazione comunista ha invitato le forze di opposizione presenti in consiglio a lanciare un percorso istituzionale volto a trasferire la responsabilità della cybersicurezza alle realtà pubbliche, in particolare alla Sispi e alle altre società comunali già operative. L’obiettivo è creare una rete di difesa digitale che rispetti i principi costituzionali e sia pienamente controllata da enti democraticamente eletti.



