Il Comando provinciale di Palermo ha effettuato, nella mattina di mercoledì 30 settembre 2026, un controllo a Cefalù che ha portato alla scoperta di un vero e proprio laboratorio del falso. L’intervento, inserito nel più ampio programma di tutela della legalità economico-finanziaria ha rivelato pratiche illecite sia nell’ambito della contraffazione di capi sportivi sia nella gestione di lavoro in nero.
Operazione di controllo a Cefalù
Il presidio è iniziato con un’attenta attività di osservazione condotta dalla Tenenza di Cefalù. Gli ispettori hanno individuato un esercizio commerciale situato nel centro storico della località balneare, il cui funzionamento si basava esclusivamente su dipendenti non dichiarati al Centro per l’impiego. Tale omissione ha privato i tre lavoratori impiegati delle minime tutele retributive, contributive e assicurative previste dalla legge.
Il laboratorio del falso e i prodotti sequestrati
Una volta effettuato l’accesso, gli agenti hanno rintracciato all’interno del negozio centinaia di capi di abbigliamento sportivo, riconducibili a famose società calcistiche italiane e straniere e a team della Formula 1. L’analisi dei loghi e delle etichette ha confermato la contraffazione dei marchi, rendendo evidente la natura illecita dell’attività commerciale.
Attrezzature per la personalizzazione
Il punto vendita non si limitava alla semplice vendita di articoli già falsificati: i clienti potevano richiedere una personalizzazione “a caldo” grazie a due presse termiche. Gli operai, mediante una stampante di tipo plotter, producevano in loco sticker e transfer con loghi di brand altrettanto contraffatti, applicandoli direttamente sui capi scelti.
Al termine dell’intervento, la squadra di finanzieri ha proceduto al sequestro di 660 capi di abbigliamento e di 316 sticker/transfer, nonché delle due presse termiche e della stampante utilizzata per la produzione interna dei materiali falsi.
Violazioni sul lavoro e conseguenze amministrative
La constatazione che i tre dipendenti non risultavano registrati ha superato la soglia del 10 % prevista dalla normativa del lavoro. Per questo motivo, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività commerciale, bloccando immediatamente la continuazione delle operazioni illecite.
Parallelamente, il titolare dell’impresa è stato deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese dove il procedimento penale è entrato nella fase delle indagini preliminari. Fino a una eventuale sentenza di condanna definitiva, la responsabilità resta soggetta al principio della presunzione di innocenza.
Il Comando provinciale di Palermo ha sottolineato che questa azione rientra nelle continue attività della Guardia di Finanza volte a contrastare non solo la contraffazione ma anche il lavoro irregolare forme di illeciti che danneggiano le imprese rispettose delle regole e minacciano la stabilità del mercato.



