Durante i lavori di realizzazione del progetto Tyrrhenian Link nella contrada Caracoli di Termini Imerese gli scavi hanno messo a nudo un segmento di manufatto risalente al periodo compreso tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. Si tratta di una porzione dell’antico acquedotto Cornelio elemento cruciale per comprendere il sistema idrico della città romana. La scoperta ha subito suscitato l’interesse degli abitanti, degli studiosi e delle istituzioni culturali, ponendo la speranza di una valorizzazione sul territorio.
Invece di mantenere il tratto sul sito originale, le autorità responsabili dei lavori lo hanno rimosso, suddividendolo in più parti e trasferendolo altrove. La mancanza di informazioni chiare sul luogo di deposito, sulle condizioni del pezzo e su eventuali interventi di restauro ha spinto quattro deputati del gruppo Controcorrente a presentare, il 23 settembre 2026, un’interrogazione a risposta orale rivolta al Presidente della Regione e all’assessore regionale ai Beni culturali.
Interrogazione dei quattro deputati di Controcorrente
I parlamentari – Ismaele La Vardera, Alessandro De Leo, Jose Marano e Carlo Gilistro – hanno chiesto al Governo regionale di chiarire la situazione attuale del tratto dell’acquedotto Cornelio. L’interrogazione richiede una risposta dettagliata su tre punti fondamentali: la localizzazione corrente del manufatto lo stato di conservazione delle singole sezioni e le iniziative pianificate per il suo eventuale restauro o esposizione al pubblico. Inoltre, i deputati sollevano il dubbio su perché non sia stata adottata una soluzione che consentisse al pezzo di rimanere in loco, integrandolo nelle opere del Tyrrhenian Link.
Un ulteriore aspetto richiesto riguarda le autorità che hanno autorizzato lo smontaggio e i relativi atti amministrativi. I parlamentari vogliono visionare la documentazione tecnica, fotografica e metrica prodotta durante le operazioni, per verificare se siano stati effettuati rilievi preliminari e post-smontaggio e se siano stati registrati danni quali fratture o perdita di materiale. L’obiettivo è garantire una trasparenza completa sulla gestione del patrimonio archeologico.
Procedura di rimozione e stato di conservazione
Valutazioni tecniche prima e dopo il trasporto
Secondo quanto indicato nell’interrogazione, il tratto è stato rimosso, seppur con l’impiego di tecniche di sollevamento studiate per ridurre le sollecitazioni su strutture antiche. Tuttavia, le immagini diffuse mostrano una evidente frammentazione in più blocchi, sollevando interrogativi sulla eventuale compromissione dell’integrità originale. I deputati chiedono conferma se siano stati condotti rilievi strutturali prima dell’intervento e se, durante il smontaggio e il trasporto, siano state segnalate crepe, distacchi o perdita di componenti.
In caso di danni, la richiesta esplicita è di conoscere l’entità delle lesioni riscontrate e le misure correttive già intraprese o programmate. La documentazione prevista comprende i verbali di sopralluogo, le schede di metrica e le foto dettagliate delle singole parti, nonché gli eventuali rapporti di conservazione redatti da esperti dei beni culturali.
Prospettive future e altri reperti nella contrada Caracoli
Il futuro dell’acquedotto Cornelio resta incerto. I deputati chiedono se esista un progetto di restauro e ricomposizione, quali siano i tempi di realizzazione e le risorse stanziate. Inoltre, chiedono se sia stata individuata una sede definitiva in cui esporre il pezzo, possibilmente all’interno del territorio di Termini Imerese per consentire alla cittadinanza di fruire di questo importante testimone della storia locale.
Durante le indagini archeologiche effettuate in concomitanza con i lavori del Tyrrhenian Link sono emersi altri reperti di pertinenza romana nella stessa contrada. I deputati hanno chiesto informazioni sulla natura di questi beni, sulla loro ubicazione attuale e sul loro stato di conservazione, richiedendo al contempo la pubblicazione, nei limiti normativi, di tutta la documentazione prodotta finora.



