Nel settembre 2007, un’analisi genetica condotta su un campione prelevato dai pedali di una bicicletta è stata al centro di un caso giudiziario che ha coinvolto Alberto Stasi. Il primo esame, effettuato il 19-09-2007, aveva identificato il profilo DNA della vittima, mentre un secondo test, svolto il giorno successivo, 20-09-2007, ha mostrato un risultato completamente nullo. Questa incongruenza è rimasta fuori dal fascicolo processuale, suscitando dubbi sulla solidità delle prove.
Solo a distanza di anni, con la consegna dei Raw Data da parte del RSI di Parma il 6.11.2025, gli esperti nominati dalla difesa – Ugo Ricci e Pasquale Linarello – hanno potuto analizzare le due corse elettroforetiche. La loro relazione evidenzia che, se le analisi negative fossero state rese disponibili alle parti, il valore probatorio del risultato positivo del 19-09-2007 sarebbe stato rivalutato in modo radicale.
Le due corse elettroforetiche e le loro divergenze
Le analisi del 19-09-2007, condotte sul campione indicato come bu_p avevano prodotto un profilo genetico ritenuto oltre ogni ragionevole dubbio appartenente alla vittima. Il giorno successivo, lo stesso campione è stato sottoposto a due ulteriori corsi elettroforetici, anch’essi datati 20-09-2007, i quali hanno generato tracciati piatti, quindi totalmente privi di DNA rilevabile. Tale disparità, avvenuta nell’arco di circa ventiquattro ore avrebbe dovuto far scattare immediatamente una procedura di verifica tecnica.
Ricci e Linarello sottolineano che la normativa forense richiede la verifica della catena analitica l’identificazione degli operatori coinvolti, il controllo dell’eventuale scambio di estratti, la corretta nomenclatura dei campioni e la qualità dei ladder utilizzati. In assenza di queste verifiche, l’utilizzo del risultato positivo dovrebbe essere sospeso fino a un esauriente accertamento.
Il procuratore Fabio Napoleone, nella comunicazione relativa all’inchiesta Sempio, ha confermato che gli esperti della difesa hanno rilevato la presenza delle due corse elettroforetiche negative del 20-09-2007. Egli ha inoltre indicato che la Procura di Pavia ha incaricato i professori Carlo Previderè e Pierangela Grignani di effettuare una valutazione critica di questi risultati discordanti. Secondo loro, la scoperta delle analisi negative avrebbe giustificato un approfondimento investigativo, ma tale approfondimento non è stato mai avviato.
Gli esperti ritengono che, se fossero state considerate le analisi del 20-09-2007, il profilo genetico positivo del 19-09-2007 avrebbe potuto essere annullato, offrendo un’ulteriore base per la difesa di Alberto Stasi, già noto per aver scontato una condanna di 19 anni.



