Nel cuore del Parco delle Madonie, nella contrada San Miceli, località Piano Battaglia, le forze dell’ordine hanno portato alla luce una grave violazione ambientale. Durante una ricognizione aerea effettuata con il supporto del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, i Carabinieri hanno individuato un’area privata di circa 500 metri quadrati dove erano stati accumulati rifiuti di vario genere, creando una vera e propria discarica a cielo aperto. L’intervento è avvenuto in un contesto di crescente attenzione verso la tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico delle Madonie.
Le autorità hanno subito sceso sul terreno con le pattuglie della Compagnia di Petralia Sottana per verificare la situazione. All’interno del fondo, sono stati rinvenuti pneumatici, componenti di autoveicoli, rottami metallici e materiali plastici, tutti abbandonati direttamente sul suolo. Alcuni degli oggetti presentavano caratteristiche che li rendono potenzialmente rifiuti pericolosi la classificazione definitiva sarà affidata agli esperti dell’Arpa Sicilia che eseguiranno i prelievi e le analisi necessarie per valutare eventuali contaminazioni ambientali.
Tipologia dei rifiuti individuati
Tra i materiali accumulati figurano oltre tre autoveicoli e un mezzo da lavoro, molti dei quali in stato di avanzato degrado o parzialmente smontati. La presenza di veicoli inutilizzabili potrebbe trasformarli in veicoli fuori uso soggetti anch’essi a sequestro. Oltre ai rottami metallici, sono stati trovati numerosi pneumatici, scarichi di plastica e scarti di costruzione, elementi che, se non gestiti correttamente, rappresentano un serio rischio per il suolo e le acque sotterranee. L’analisi tecnica, affidata al dipartimento provinciale di Palermo dell’Arpa, dovrà accertare se vi siano sostanze tossiche o contaminanti che richiedano interventi di bonifica più complessi.
Operazioni di sequestro e responsabilità dell’individuo denunciato
Dopo aver accertato la presenza dei rifiuti, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza dell’area e dei beni ritenuti collegati all’attività illecita. Gli accertamenti catastali e documentali hanno permesso di identificare la persona che aveva la disponibilità del terreno: un uomo di 62 anni residente nella zona. L’individuato è stato denunciato in libertà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese con l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti. Il provvedimento di sequestro comprende sia il suolo contaminato che i veicoli presenti, sospesi fino alla definizione delle indagini.
L’operazione è parte di un più ampio impegno coordinato dalla Procura di Termini Imerese per contrastare i reati ambientali nella zona. Oltre all’intervento dei Carabinieri, l’Arpa Sicilia parteciperà alle verifiche per classificare i materiali rinvenuti, valutare la presenza di componenti nocivi e programmare le attività di bonifica. Il caso si inserisce in un contesto più ampio, poiché solo poche settimane prima, a settembre, la stessa Compagnia di Petralia Sottana aveva sequestrato un’area di circa 10 000 metri quadrati per la presenza di rifiuti all’interno del comprensorio del Parco delle Madonie. Gli esiti delle indagini tecniche guideranno le successive azioni di rimozione e di ripristino dell’ecosistema, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità e la fruibilità del territorio per le generazioni future.



