Negli ultimi mesi le amministrazioni di Isola delle Femmine e Capaci hanno ricevuto numerose segnalazioni da parte dei cittadini: una sottile coltre di polveri si è depositata sui parabrezza delle auto, sulle finestre delle abitazioni e persino sui marciapiedi. Le particelle, di aspetto quasi cemento, hanno sollevato timori per la salute pubblica e per il decoro urbano, spingendo le autorità a convocare un incontro tecnico di alto livello.
Il tavolo tecnico è stato organizzato dal Dipartimento regionale dell’Ambiente e si è tenuto lunedì 5 ottobre nella sede dell’ente. Hanno partecipato l’assessora Giusi Savarino, il dirigente generale Calogero Beringheli, rappresentanti di ARPA Sicilia, dell’ASP di Palermo, della Città Metropolitana di Palermo, i sindaci dei comuni interessati e le imprese del comparto produttivo locale. L’obiettivo principale era esaminare la relazione preliminare di ARPA e definire azioni concrete per mitigare la problematica.
Il tavolo tecnico regionale: composizione e obiettivi
La composizione del tavolo ha messo insieme tutte le parti che hanno un ruolo diretto nella gestione ambientale del territorio. L’assessora del Territorio e dell’Ambiente ha sottolineato la necessità di coordinamento interistituzionale mentre il dirigente del Dipartimento ha presentato una bozza di piano d’azione che include l’avvio di un monitoraggio continuo delle particelle sospese in aria e l’installazione di un impianto di contenimento previsto dall’attività industriale locale. L’ASP, incaricata di vigilare sull’igiene pubblica, ha ricevuto l’incarico di fornire valutazioni dettagliate sugli effetti a lungo termine sulla salute dei cittadini.
Analisi di ARPA Sicilia sulle particelle
Il rapporto preliminare di ARPA Sicilia ha evidenziato che le polveri raccolte provengono da una fonte di origine cementizia probabilmente correlata a un impianto industriale situato nelle vicinanze. I campionamenti effettuati su più punti di Isola delle Femmine, Capaci, Palermo, Carini e Torretta hanno mostrato valori di PM10 e PM2,5 superiori alle soglie di legge, soprattutto nei periodi di attività più intensiva. ARPA ha suggerito l’implementazione di un piano di sorveglianza più stringente con rilevazioni giornaliere e l’utilizzo di sensori fissi per tracciare le fluttuazioni nel tempo.
Le richieste di Mario Giambona: dati sanitari e monitoraggio continuo
Il deputato Mario Giambona, vicepresidente del gruppo Pd all’Ars, ha utilizzato l’incontro per ribadire che “non si può più parlare di semplici rassicurazioni”. Ha chiesto che l’ASP debba fornire risposte puntuali sugli effetti delle polveri pesanti sulla salute umana, includendo dati epidemiologici e possibili sintomi respiratori segnalati dalla popolazione. Inoltre, Giambona ha sollecitato l’attivazione immediata di una procedura di monitoraggio estesa, che consideri anche la composizione chimica delle particelle e la loro evoluzione stagionale. “Servono fatti, non promesse”, ha concluso, sottolineando che le comunità hanno diritto a informazioni chiare e verificabili.
Prossime tappe e impegni politici
Al termine della seduta, Giambona ha annunciato che nelle settimane successive, il gruppo parlamentare tornerà a chiedere conto delle azioni intraprese, per verificare se le misure promesse siano state effettivamente messe in pratica. L’assessora Savarino ha confermato che il piano di monitoraggio sarà aggiornato entro il prossimo trimestre e che verrà predisposto un dossier pubblico per garantire la massima trasparenza. Nel frattempo, le associazioni civiche, tra cui il comitato “Lasciateci Respirare”, continueranno a raccogliere testimonianze e a pressare le istituzioni affinché le risposte sulla salute vengano rese pubbliche entro giorni.



