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28 candidati segnalati come impresentabili dalla commissione antimafia prima del voto

La commissione parlamentare antimafia ha reso noto un elenco di 28 candidati considerati <em>impresentabili</em> nelle amministrative del 24 e 25 maggio: la segnalazione riguarda 35 Comuni e include nomi noti in Sicilia e in altri territori

28 candidati segnalati come impresentabili dalla commissione antimafia prima del voto

La Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, ha reso pubblico il 19 maggio 2026 un elenco di 28 candidati definiti impresentabili in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Le verifiche sono state svolte in relazione al codice di autoregolamentazione dei partiti ed hanno interessato complessivamente 35 Comuni, con controlli specifici anche nei territori precedentemente sciolti per infiltrazioni mafiose.

Tra i nominativi segnalati figurano amministratori e aspiranti sindaci provenienti da realtà diverse: dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania al Nord. L’elenco letto in commissione contiene, tra gli altri, il nome di Luigi Gentile, candidato sindaco ad Agrigento, sostenuto da più liste, nonché i candidati sindaco di Randazzo e i due aspiranti sindaco di Tropea. La segnalazione non equivale automaticamente a una sanzione amministrativa o a un divieto di candidatura, ma rappresenta un avviso pubblico sul profilo giudiziario e amministrativo dei soggetti menzionati.

Quali nomi sono stati evidenziati

La lista comprende candidati in corsa per sindaco e per i consigli comunali: oltre a Luigi Gentile (Agrigento), la commissione ha indicato tre candidati a RandazzoAlfio Pillera, Gianluca Giuseppe Anzalone e Concetta Carla Luisa Foti — e i candidati a Tropea, Giovanni Macrì e Giuseppe Rodolico. La segnalazione riguarda profili con procedimenti giudiziari in corso o persone che avevano ruoli nelle amministrazioni precedenti in Comuni poi sciolti per fenomeni di infiltrazione o condizionamento mafioso, come è il caso di Randazzo e Tropea.

Esempi di candidature sotto osservazione

Tra i casi citati dalla commissione emergono imputazioni di varia natura: dal bancarotta fraudolenta all’estorsione aggravata, dal riciclaggio al traffico illecito di rifiuti. Tra i nomi associati a reati specifici ci sono, ad esempio, Mauro Moccia (candidato ad Afragola) e altri aspiranti consiglieri o sindaci come Massimo Anniversario, Ernesto Panariello, Massimo Palladino e Alessandro Alfieri, segnalati per procedimenti che vanno dalla bancarotta a accuse legate alla gestione amministrativa.

I reati contestati e casi emblematici

La mappa delle contestazioni include reati economico-ambientali e di natura penale: rinvii a giudizio per riciclaggio (es. Maria Maddalena Balbi), accuse per traffico illecito di rifiuti (es. Gaetano Dentice), processi per presunte associazioni finalizzate alla corruzione (tra i nominativi indicati figura anche Gianluca Festa a livello locale). Sono citati casi di turbata libertà degli incanti, accesso abusivo a sistemi informatici e di diversi episodi di estorsione e tentata estorsione che hanno portato alle segnalazioni della commissione.

Altri nomi presenti nella lista

Nell’elenco compaiono poi figure come Santina Bennici, Lucia Roma, Mauro Verga, Tania Dello Margio, Giovanni Tagliamonte, Giuseppe Piccini, Anna Ranucci, Maria Giulia Giuseppina Rao, Salvatore Saglimbeni ed Eleonora Maria Pia Megale, ciascuno collegato a contestazioni diverse che vanno da reati ambientali a delitti contro il patrimonio o la pubblica amministrazione.

Ambito delle verifiche e Comuni interessati

Le verifiche della commissione hanno riguardato un insieme eterogeneo di municipalità: oltre a Agrigento, Enna, Messina, Marsala e Randazzo, sono state esaminate posizioni in molte altre città italiane, incluse realtà del Nord e del Centro. L’elenco di controllo comprendeva Comuni con amministrazioni ordinarie e alcuni sciolti per infiltrazioni mafiose, in modo da monitorare sia candidature nuove sia ricandidature di amministratori che avevano ricoperto incarichi nelle giunte precedenti.

La pubblicazione di questi nomi da parte della Commissione parlamentare antimafia punta a fornire elementi informativi agli elettori e ai partiti sul background giudiziario dei candidati. In vista del voto del 24 e 25 maggio, la segnalazione rappresenta un elemento di valutazione politica e civica che può influenzare scelte e alleanze, pur restando distinta dai percorsi giudiziari e dagli eventuali provvedimenti formali previsti dalle leggi elettorali.

In conclusione, la lista letta il 19 maggio 2026 sottolinea come il controllo dei profili pubblici dei candidati sia diventato parte integrante del processo elettorale: la combinazione tra trasparenza, informazione e valutazione dei fatti giudiziari costituisce oggi una componente decisiva per il voto locale e la qualità delle amministrazioni comunali.

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